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Illustrazione di Rebecca Serchi


Intervista con Mavisu Demirag, illustratrice di La mia scarpa rossa

In bilico fra editoria e fashion design, Mavisu Demirag crea universi in cui il confine fra il reale e il fantastico si fonde per lasciare spazio alle infinite possibilità. Così accade in La mia scarpa rossa, albo scritto dall'autrice turca Çiğdem Gündes e pubblicato di recente dalla nostra casa editrice. 

 


Mavisu, quando è iniziata la tua carriera di illustratrice?
Ho iniziato la mia carriera sette anni fa, mentre studiavo Belle Arti.

Cosa rappresenta per te l’illustrazione?
È un luogo dove puoi avere infinita immaginazione. Tutti i tuoi pensieri, visioni e sogni possono diventare realtà attraverso i tuoi disegni, l’unico limite sei tu. Inoltre, essere in grado di aprire la mente e condividere i risultati con il mondo è assoluta libertà.

Quali sono le tue tecniche preferite?
Uso tutti gli strumenti digitali, ma le mie tecniche preferite rimangono quelle tradizionali, perché sono sempre imprevedibili: non sai come ti guideranno nell’illustrazioni e il risultato si ottiene in modo casuale.Ecco perché nei miei progetti recenti ho scelto di puntare sul collage. È un ottimo modo per combinare tecniche tradizionali e moderne.

Cosa ispira il tuo lavoro da illustratrice?
Certamente i miei sogni e le storie che sento di dover raccontare. E poi Madre Natura è una grande forte di ispirazione, è come un’enciclopedia di sogni. Ci sono anche diverse altre discipline artistiche che trovo d’ispirazione.

Puoi raccontarci qualcosa sul processo di lavoro per La mia scarpa rossa? Cosa ti è piaciuto nella storia?
Innanzitutto,  voglio esprimere il mio affetto per l’autrice Çiğdem Gündes. È stato un vero piacere lavorare con lei.  Adoro l’atmosfera stravagante che ha creato in questa storia. Come co-narratrice della storia, mi sono divertita molto a lavorare sul character design e creare l’atmosfera. Spero davvero che il mondo che abbiamo creato piaccia al lettore.

Hai un diploma in Fashion Design, ma dichiari di non voler prendere parte alla cultura consumistica della moda. Secondo te, come differiscono le logiche del mercato editoriale dalla industria della moda?
Sì, esatto... Il mondo della moda si sviluppa in base ai bisogni e alle abitudini di consumo.
Al contrario, il processo editoriale non è limitato in questo senso. Prima di tutto, non è un bene che si consuma ogni giorno, bensì un investimento per la vita. Il processo di crescita in questo settore si mescola con il il sapere e la narrazione. Anche se a volte queste due industrie si incrociano per estetica, sono due discipline diverse.

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