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Storie cucite - Realizziamo il tuo libro su misura

Illustrazione di Rebecca Serchi


Le storie più belle che hanno partecipato alla nostra sfida con i giochi di parole

La sfida dedicata alle sciarade è stata veramente appassionante. Abbiamo ricevuto tante storie, una ha vinto, ma anche le altre non erano niente male. Abbiamo deciso di condividerne alcune con voi. 

 


La prima è della piccola Miriam. Buona lettura!

 



Re Pasticcia e gli occhiali volanti

C’era una volta, nel regno di Oltrecielo, un castello che oltre ad essere bianco aveva le punte color del cielo.
Nel castello viveva re Riccardo, soprannominato da tutti Re Pasticcia, perché non poteva fare a meno di pasticciare: ne combinava sempre una!
Insieme a lui abitavano la Regina Gina, moglie del re, e la figlia Chiara. Re Pasticcia non vedeva molto bene, così sugli occhi portava occhiali d’oro che
erano i più costosi del mondo perché avevano le ali!!! Non erano facili da indossare: spesso volavano via e il Re non vedeva più bene.
Un giorno Chiara uscì dal castello e andò nel bosco.

Mentre camminava, vide gli occhiali di suo padre volare e si mise rincorrerli. Nel frattempo Re Pasticcia, che voleva fare il bagno nella sua bellissima piscina
d’oro, non vedendoci bene si infilò il costume da bagno di Gina, ricco di pizzi e ricami, e si tuffò nella fontana della piazza di Oltrecielo. Che figura!!!!!! Lo videro
tutti i sudditi e cominciarono a ridere a crepapelle!

La Regina, non trovando Chiara nel castello, mandò le guardie a cercarla per il Regno e corse dal marito per avvisarlo della scomparsa. Lo trovò in cucina che si stava lavando con la crema pasticcera e cantava “mille bolle blu”.
Chiara continuava a rincorrere gli occhiali. Si scontrò con un ragazzo e diventò tutta rossa perché era scombinata: aveva tra i capelli muschio e ramoscelli, il vestito si era strappato ed era sudata.

Il giovane le chiese:” Cosa ci fa una fanciulla così bella in un bosco? Come ti chiami?”
Lei imbarazzata rispose:” I…io mi chiamo Chiara e stavo rincorrendo gli occhiali di mio padre. Tu chi sei?”
“Io sono Guglielmo e credo tu cercassi questi.” Disse tirando fuori gli occhiali volanti.
“Grazie!!!” Esclamò Chiara “Ora è meglio che torni a casa. Vuoi venire con me?” Chiese la ragazza.
"Certo” Rispose Guglielmo.

Una volta arrivati al castello il re e la regina ringraziarono Guglielmo per aver riportato gli occhiali.
Chiara era una ragazza speciale e aveva un dono: sapeva leggere la mente… era chiaramente un genio! Così lesse la mente degli occhiali e proclamò:” Gli occhiali scappano perché sono sempre sporchi, non li pulisci mai!”
Re Pasticcia sorpreso disse:” Mi prenderò cura di voi ma mi promettete di non scappare più?” Gli occhiali batterono le ali due volte per rispondere sì. Sua moglie rassicurò il marito dicendogli: “Non ti preoccupare, te lo ricorderò io e non combinerai più pasticci!!!”
La regina continuò a parlare raccontando tutti i guai che aveva combinato re Riccardo durante la giornata:” Oggi tuo padre ha indossato il mio costume con i pizzi, ha fatto il bagno nella fontana della piazza e si è lavato con la crema pasticcera!!!”.
Tutti si misero a ridere. Di certo in quel castello non ci si annoiava mai!
Guglielmo si sposò con Chiara, diventò principe ma al posto dalla corona ricevette un elmo. Re Pasticcia, infatti, quel giorno perse di nuovo i suoi occhiali e scambiò un elmo per la corona. A Guglielmo questa cosa non dispiacque perché amava passeggiare insieme a Chiara tra le guglie con l’elmo.
Passarono gli anni, Guglielmo e Chiara ebbero tre figli Carlo, Elisabetta e Margherita.
Re Pasticcia continuò a perdere gli occhiali e a pasticciare e la povera Regina Gina non smise mai di rincorrerlo gridandogli dietro: “Pulisci gli occhiali!!!!!!!!!!”


 

La seconda divertentissima storia è di Giorgia. Buona lettura!

 

La pera magica

C'era una volta un pettirosso di nome Rino che un giorno in un campo di fitte piante scovò una pera. Era dura e non profumava, sembrava fatta di cartapesta. Così andò dal suo amico Lino, un gallo che lavorava in un circo come modello e sapeva leggere e gliela fece vedere. Il gallo la guardò bene e vide una scritta sotto la pera che diceva così: "chi mi gira nella pala e mi firma con il mento su di me volerà e in Portogallo andrà". Così Rino e Lino decisero di seguire le indicazioni scritte sotto la pera e un bel giorno di maggio in un campo di lino i due amici girarono nella pala e la pera e il gallo, che sapeva anche scrivere, firmò con il mento su di essa.

La pera in un attimo si trasformò in una scopa con il manico rosso. I due amici ci salirono e, supera pianure, supera montagne, supera mari, arrivarono fino in Portogallo. Dall'alto i due amici videro le sue meravigliose spiagge e le sue coloratissime città. Non avevano mai visto niente di così bello, quel posto gli sembrò più bello anche del firmamento. decisero così di fermarsi qualche giorno, ma non trovando una stanza libera per loro, andarono ad abitare in due palafitte abbandonate al porto. 

Un giorno mentre volavano con la scopa, che poverina non ce la fece più e in quel momento cadde a terra e si spezzò.

L'incantesimo si ruppe e la scopa si ritrasformò in pera. Il mandarino a quel punto riconobbe la sua cara amica pera che era stata separata da lui in una circostanza poco carina.

Piansero di gioia e si riabbracciarono contenti.

La pera che avera riacquistato il suo profumo e la sua morbidezza, ringraziò molto i suoi nuovi amici Lino e Rino per averla riportata a casa e averla aiutata a ritrovare il suo più grande amico e manda un maggiolino di carta per riaccompagnarli a casa. Infine la pera disse loro che ogni volta che volevano rivedersi bastava che Lino e Rino si abbracciassero e avvicinando i loro petti sarebbero stati trasportati in Portogallo. 

Viva viaggiare e viva gli amici di tutto il mondo!!!!!

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