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Storie cucite - Realizziamo il tuo libro su misura

Illustrazione di Rebecca Serchi


L'autrice Luisa Carretti parla del suo nuovo albo illustrato Re Gola e la sua regola

Giochi enigmistici, figure retoriche e giochi linguistici, basta giocare con una parola per scovare la storia che è celata al suo interno. L’autrice Luisa Carretti ci racconta come crea i suoi testi, svelandoci qualche curiosità sul nuovo albo illustrato Re Gola e la sua regola della collana I Logogrifi, in cui il gioco attraverso un testo divertente e surreale costruito con sciarade, parla di temi attuali come la prepotenza e la negazione della libertà.

Com’ è nata l'idea di Re gola? Sei partita dal gioco linguistico o già avevi in mente una storia che ha poi preso forma con le parole utilizzate?

Quando scrivo il più delle volte parto da una parola che attira la mia attenzione, che mi incuriosisce. Comincio a studiarne la struttura, la osservo, provo a scomporla e mescolarla ad altre parole.  Le storie nascono così, soprattutto quelle in cui utilizzo giochi di parole. Nel caso di "Re Gola e la sua regola" tutto è partito dalla parola "regola". Nel periodo in cui ho scritto questa filastrocca mi divertivo molto con le sciarade e questa parola è il risultato dell'unione delle parole "re" e "gola". Ho cominciato quindi a immaginare un re ingordo e quale terribile regola avesse potuto imporre ai suoi sudditi. Ne è risultata una riflessione sulla prepotenza, sulla negazione della libertà altrui.

Qual è la difficoltà più grande nel costruire filastrocche con i giochi di parole?
Scrivere storie partendo da un gioco di parole a mio avviso può rappresentare una sfida, ma non comporta difficoltà. Al contrario è un modo meraviglioso, stimolante per accendere la creatività, scaldare i motori della fantasia.  L'atteggiamento con cui ci si avvicina alla scrittura è quello dello scultore che plasma materia grezza per dare forma alla sua opera d’arte.

Cosa pensi che i bambini possano apprezzare in questo genere di libri?
La libertà nel costruire storie che fluiscono libere da schemi, leggere come una folata di vento improvvisa, in cui la parola scivola e trascina in un universo in cui con l’immaginazione si va oltre le regole. 

Qual è l'obiettivo di questi libri? Mi piace pensare che gli albi della collana I Logogrifi, che ho ideato per Storie Cucite, siano albi laboratorio
Ci piace pensare che gli albi della collana I Logogrifi siano “albi laboratorio”, che permettono al bambino e all’adulto di sperimentare la parola in modo nuovo e divertente e alle maestre di lavorare sulla scrittura in modo meno convenzionale.

Come si integrano i tuoi testi con le illustrazioni?  Pensi che siano più difficile da interpretare o le illustratrici trovano subito la strada da seguire ed esprimere il testo?
Il lavoro di illustrazione è sempre il risultato di una mediazione fra l’immaginario dell’autore del testo e quello dell’illustratore.

Ho un’immaginazione molto visiva, quindi nella scrittura riporto ciò che già esiste nella mia mente: una fotografia molto dettagliata del personaggio, dell’ambiente in cui agisce, degli altri personaggi con cui interagisce. Questo potrebbe rendere più complicato il lavoro dell’illustratore, imbrigliandolo in un immaginario che non gli appartiene, in realtà credo che si possa considerare una sorta di canovaccio da cui partire. L’illustratore potrà stravolgerlo completamente in un’interpretazione del testo che asseconda la propria sensibilità creativa.

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