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Scrivere con giochi di parole accende il motore della fantasia

L'autrice Luisa Carretti parla del suo nuovo albo illustrato Re Gola e la sua regola

Giochi enigmistici, figure retoriche e giochi linguistici, basta giocare con una parola per scovare la storia che è celata al suo interno. L’autrice Luisa Carretti ci racconta come crea i suoi testi, svelandoci qualche curiosità sul nuovo albo illustrato Re Gola e la sua regola della collana I Logogrifi, in cui il gioco attraverso un testo divertente e surreale costruito con sciarade, parla di temi attuali come la prepotenza e la negazione della libertà.

Com’ è nata l'idea di Re gola? Sei partita dal gioco linguistico o già avevi in mente una storia che ha poi preso forma con le parole utilizzate?

Quando scrivo il più delle volte parto da una parola che attira la mia attenzione, che mi incuriosisce. Comincio a studiarne la struttura, la osservo, provo a scomporla e mescolarla ad altre parole.  Le storie nascono così, soprattutto quelle in cui utilizzo giochi di parole. Nel caso di "Re Gola e la sua regola" tutto è partito dalla parola "regola". Nel periodo in cui ho scritto questa filastrocca mi divertivo molto con le sciarade e questa parola è il risultato dell'unione delle parole "re" e "gola". Ho cominciato quindi a immaginare un re ingordo e quale terribile regola avesse potuto imporre ai suoi sudditi. Ne è risultata una riflessione sulla prepotenza, sulla negazione della libertà altrui.

Qual è la difficoltà più grande nel costruire filastrocche con i giochi di parole?
Scrivere storie partendo da un gioco di parole a mio avviso può rappresentare una sfida, ma non comporta difficoltà. Al contrario è un modo meraviglioso, stimolante per accendere la creatività, scaldare i motori della fantasia.  L'atteggiamento con cui ci si avvicina alla scrittura è quello dello scultore che plasma materia grezza per dare forma alla sua opera d’arte.

Cosa pensi che i bambini possano apprezzare in questo genere di libri?
La libertà nel costruire storie che fluiscono libere da schemi, leggere come una folata di vento improvvisa, in cui la parola scivola e trascina in un universo in cui con l’immaginazione si va oltre le regole. 

Qual è l'obiettivo di questi libri? Mi piace pensare che gli albi della collana I Logogrifi, che ho ideato per Storie Cucite, siano albi laboratorio
Ci piace pensare che gli albi della collana I Logogrifi siano “albi laboratorio”, che permettono al bambino e all’adulto di sperimentare la parola in modo nuovo e divertente e alle maestre di lavorare sulla scrittura in modo meno convenzionale.

Come si integrano i tuoi testi con le illustrazioni?  Pensi che siano più difficile da interpretare o le illustratrici trovano subito la strada da seguire ed esprimere il testo?
Il lavoro di illustrazione è sempre il risultato di una mediazione fra l’immaginario dell’autore del testo e quello dell’illustratore.

Ho un’immaginazione molto visiva, quindi nella scrittura riporto ciò che già esiste nella mia mente: una fotografia molto dettagliata del personaggio, dell’ambiente in cui agisce, degli altri personaggi con cui interagisce. Questo potrebbe rendere più complicato il lavoro dell’illustratore, imbrigliandolo in un immaginario che non gli appartiene, in realtà credo che si possa considerare una sorta di canovaccio da cui partire. L’illustratore potrà stravolgerlo completamente in un’interpretazione del testo che asseconda la propria sensibilità creativa.

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Il pensiero che mi guida è educare alla vera bellezza per cambiare il mondo

Intervista a Mariella Cusumano, illustratrice di La paura detesta volare e La Voce

Sfogliando un albo illustrato da Mariella Cusumano si entra in un mondo gentile, in cui le emozioni, anche le più spaventose come la paura, si rivelano dolcemente senza mai aggredire. È un mondo colorato di sfumature tenui, rassicurante e profumato dei fiori che decorano le pareti, le poltrone, gli abiti dei protagonisti. Mariella è insegnante, architetto oltre ad essere un'illustratrice e per Storie Cucite ha realizzato le illustrazioni della raccolta di narrativa La paura detesta volare e dell’inbook La voce, entrambi scritti da Luisa Carretti.  


Mariella, come nasce la tua passione per l'illustrazione e la decisione di trasformarla in lavoro?
I libri illustrati mi hanno sempre attratta fin dall’infanzia e già all’epoca mi piaceva raccontare storie tramite il disegno. La mia carriera di illustratrice è iniziata per caso, come hobby, da adulta. Con il tempo questa passione ha preso sempre più spazio nella mia vita diventando un’esigenza a cui non riesco più a rinunciare, si è trasformata in un lavoro attraverso cui esprimere la parte più vera di me stessa.

Quanto ha influito in questa scelta la tua formazione di architetto e designer?
Molti credono erroneamente che il processo creativo sia un atto istintivo senza controllo. La mia formazione di architetto e designer mi aiuta soprattutto nella parte progettuale del libro. In questo aspetto metto in pratica il metodo di lavoro per favorire la creatività che ho acquisito durante il corso dei miei studi.

Cosa ti ha colpito dei racconti de La paura detesta volare e perché hai scelto di illustrarli?
Ho accolto con piacere questo progetto editoriale che trovo interessante per l’argomento trattato, mi ha colpito il modo in cui è scritto, rivolto sia ai bambini che agli adulti. Ritengo sia uno strumento utile per genitori e insegnanti per aiutare bambini e ragazzi a capire, gestire le paure spesso difficili da riconoscere durante l’infanzia e l’adolescenza.

Riconosci parte del tuo vissuto di genitore o di figlia nelle storie narrate?
Tra i tre racconti quello in cui mi riconosco di più è “E se poi …” che racconta del giudizio altrui o di fare brutta figura con gli amici. Mi è piaciuta soprattutto la formula con cui è narrato, diversa dagli altri racconti. L’argomento viene affrontato mettendo in risalto le ansie della protagonista, esasperandole, facendo risaltare l’irrazionalità della paura.

In generale che relazione si instaura fra te e il testo quando inizi a lavorarci per illustrarlo?
Per me illustrare un libro vuol dire dare una lettura personale del racconto, per cui in ogni racconto da me illustrato, la fase creativa è sempre preceduta da un lungo lavoro di ricerca che mi aiuta a reinterpretare i luoghi e i personaggi, capire i punti chiave e le sensazioni.

Le tue matite creano pattern che si ispirano alla natura, i fiori in particolare sono una costante. Cosa ti affascina e perché la natura ti ispira?
Tra i pattern mi affascinano soprattutto quelli ispirati ai fiori perché sono accoglienti, capaci di proiettare la mente in una dimensione di pace e benessere interiore. Li utilizzo nelle mie illustrazioni perché mi permettono di creare atmosfere e mettere l’accento su alcuni particolari del testo in maniera non didascalica. Nel caso de “La paura detesta volare” attraverso i pattern ho cercato di raccontare le emozioni vissute dai protagonisti del racconto: sensazioni, paure, odori ecc…

Realizzare libri, illustrarli rappresenta una grande responsabilità nei confronti dei giovani lettori. Da insegnante come ti relazioni tu con questo tema? Quale pensiero ti guida?
Leggere storie a bambini e ragazzi secondo me è tra le attività più belle e intime che ci siano. I libri illustrati sono affascinanti, colorati e ricchi di immagini. Attraverso l'ascolto e la lettura dei libri, i bambini e i ragazzi imparano a riconoscere e affrontare contesti, emozioni e relazioni e soprattutto si appassionano alla lettura, all’arte e a scoprire la vera bellezza. Da insegnante e illustratrice il pensiero che mi guida è educare alla vera bellezza per cambiare il mondo. Non la bellezza fredda priva di anima del marketing ma quella che è irradiazione dell’essere, che ci sorprende e ci stupisce nascosta nelle piccole cose quotidiane.

Quale illustratore nel panorama nazionale e internazionale ti ha influenzato? Chi è il tuo preferito?
Ho una vasta biblioteca di albi illustrati di cui sono molto gelosa. Ritengo che guardare e leggere tanti libri sia fondamentale per nutrire la propria mente e la propria creatività. Sono affascinata da molti illustratori, le mie preferite sono Joanna Concejo ed Elena Odriozola. Le trovo molto poetiche e si esprimono con uno stile e una tecnica molto interessante.

 

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Sono i materiali stessi che ispirano l’idea, l’immagine.

Intervista a Alessandra Lodrini, illustratrice di Re Gola e la sua regola

Quanto c'è di personale nelle illustrazioni di un testo realizzato da un altro autore? A quali compromessi bisogna scendere? Alessandra Lodrini, illustratrice di Re Gola e la sua regola, il nuovo albo illustrato della collana I Logogrifi, riflette con noi sul lavoro dell'illustratore e sulle strade che portano alla realizzazione dei propri sogni in questa bella intervista che può ispirare e fare da guida ai giovani esordienti. 

1. Da quanto sei illustratrice e qual è stato il tuo percorso?
E’ da circa sei, sette anni che l’illustrazione è entrata a far parte della mia vita.
Il mio percorso artistico è stato un pò altalenante. Ci ho messo molto a capire cosa desideravo. Fin da piccola mi era chiaro che amavo l’arte. Scrivere e disegnare hanno accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza, ma nonostante questo, dopo il Liceo artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Bologna mi sono ritrovata senza sapere cosa fare. Il corso di illustrazione non esisteva ancora a Bologna e non sapevo nemmeno cosa fosse a quei tempi e io non avevo nemmeno maturato uno stile mio. E’ stato molto frustrante per me terminati gli studi e non riuscire a trasformare la mia passione in un lavoro. Per anni, per mantenermi, ho svolto lavori lontanissimi da questo mondo finché diventando mamma ho scoperto gli albi illustrati e ho finalmente trovato la direzione da seguire.

2. Qual è il processo creativo che ti conduce alla realizzazione di un'illustrazione?
Il processo creativo varia di volta in volta in base anche a qual è il progetto, la finalità. A volte nasce prima l’idea, la famosa scintilla, e poi segue lo sviluppo con i materiali che ritengo più opportuni. Altre volte sono i materiali stessi che mi ispirano l’idea, l’immagine. Utilizzando molto il collage e le tecniche miste capita che quando devo fare un’illustrazione possa passare anche le prime due ore a guardare le carte, sfogliarle, accostarle, invertirle e via così finché non trovo quelle in cui vedo potenzialmente l’immagine. E’ difficile da spiegare ma nelle carte io vedo altro, un’atmosfera, una sensazione, vedo la possibilità.


3. Come scegli la tecnica e la palette cromatica per illustrare un testo? Cosa ti guida?
Per quanto riguarda la tecnica per adesso mi sento molto a mio agio con le matite e il collage. Le carte, come dicevo prima, mi danno molta libertà nel creare. Chissà, più avanti magari avrò voglia di sperimentare altro. La palette invece nasce tutta di pancia. I colori veicolano potentemente sensazioni, emozioni. L’utilizzo di un colore caldo o freddo può cambiare radicalmente la percezione di un’immagine..quindi anche con i colori vado a sentimento.


4. Quando illustri testi di un altro autore quali sono i compromessi da fare?
Non ho molte esperienze per poter rispondere a questa domanda.

Re Gola e la sua regola è stato il mio primo lavoro sul testo di un altro. Penso che ogni coppia autore/illustratore sia differente e quindi in qualche modo anche i compromessi siano diversi in base alle persone, al tipo di relazione che si instaura,  a come si affronta un testo. In questo caso posso dire che i compromessi sono stati pochi ed accettabili. Forse fin da principio ho capito che il re da me immaginato era molto differente da quello immaginato da Luisa Carretti, l’autrice. Ci siamo quindi confrontate molto in fase iniziale, ma poi mi sono sentita appoggiata da lei e incoraggiata a seguire il mio modo di  sentire la storia nonostante il nostro immaginario fosse differente, soprattutto in certi passaggi. Posso dire che dei compromessi ci sono stati, ma non mi hanno limitata creativamente.


5. Re Gola e la sua regola è un libro che parla di prepotenza che si manifesta attraverso la negazione di uno dei bisogni primari, nutrirsi. Cosa ti ha colpito in questo testo e quanto ti riconosci?
All’inizio ho trovato delle resistenze su questo testo senza capirne bene la natura visto che trovavo interessante la storia, ma c’era qualcosa che mi disturbava. Solo in fase più avanzata lavorando sulle illustrazioni ho capito che dietro al cibo c’era un investimento emotivo enorme per me. Da ragazza il mio rapporto col cibo è stato molto conflittuale e per un certo periodo il cibo e il mio corpo erano i miei peggiori nemici. Ci sono voluti anni per raggiungere un certo equilibrio con l’uno e con l’altro. Lavorando a questo albo sono andata a toccare delle corde in profondità. Re Gola e la sua regola ha riportato a galla un passato di fragilità che passava dal cibo, come veicolo delle mie emozioni. La mia storia mi ha sicuramente aiutata ad entrare maggiormente in empatia col personaggio.

6. Cosa ti ha divertito di più nella realizzazione di questo progetto?
Beh che domanda, ovviamente disegnare i dolci! E mi ha fatto venire anche un sacco di acquolina.

 

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Chi è Garrulo Pappo?

L'autore di Ranocchio si racconta

Siamo un gruppo di persone che si incontra il martedì pomeriggio per pensare, leggere, raccontare e scrivere parole che assieme formano delle storie.
Iniziamo facendo una lista di parole perchè ogni persona ha delle parole importanti.

A volte la maggioranza sceglie la parola per iniziare la storia.
A volte la parola è così bella che partiamo subito da quella.
A volte le parole le suggerisce qualcun altro.

E’ così che è nato Ranocchio.

Per scrivere il nostro libro abbiamo impiegato 5 anni.
Molto più del tempo che serve per far nascere un bambino.
Molto più del tempo che serve per arrivare a New York con una barca a remi.
Molto più del tempo che serve per stare in attesa dal dottore.
Molto più del tempo che serve per arrivare al prossimo compleanno.

Questo lavoro è stato emozionante ma anche faticoso e a volte noioso.
Il nostro gruppo ha lavorato dopo pranzo e per questo motivo a volte qualcuno si è addormentato e qualcun altro preferiva fare una passeggiata in giardino.
Ma alla fine ci siamo riusciti e ora siamo molto contenti di avere questo libro tra le mani.

Sapere che qualcuno legge il nostro libro è un motivo di gioia. Immaginiamo che le mamme e le nonne leggeranno questa storia ai loro bambini.
Abbiamo imparato a scrivere assieme così bene che è come se fosse una sola persona che scrive.
Questa persona è Garrulo Pappo.

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Illustrare è liberare la creatività senza paura

L'artista Debora Antonello racconta il suo lavoro per Ranocchio

I percorsi dell'arte sono imprevedibili. Può succedere che ci si ritrovi a misurarsi per la prima volta con l'illustrazione di un albo per bambini e ritrovare lo stupore dello sguardo, la libertà nell'esprimersi e nel creare. Questo è successo a Debora Antonello, artista e illustratrice di Ranocchio, un inbook nato dalla collaborazione con Arca Associazione Comunità Arcobaleno. Un progetto inclusivo il cui testo è stato scritto da Garrulo Pappo, il gruppo di scrittura creativa dell'associazione. 

Ranocchio è il tuo primo lavoro da illustratrice, cosa ti ha spinto a sperimentarti con l'illustrazione per l'infanzia? È stata una sfida stimolante?
In verità per dieci anni ho illustrato calendari per associazioni, tra cui Libera e i miei primissimi lavori artistici erano animali fantastici. È la prima volta che illustro un albo illustrato con un progetto ampio e la ritengo una sfida stimolante, oltre al fatto che in questo caso ha un risvolto sociale interessante. 

A tuo avviso in cosa si differenzia dal tuo lavoro quotidiano di artista?
Illustrare per l'infanzia ti costringe a confrontarti con la tua parte bambina, con la libertà, il gioco e i sogni. Devi modificare il punto di vista, approcciarti al lavoro ritrovando lo stupore tipico dell'infanzia e  i colori dell'infanzia,  liberando la creatività, senza paure. L'aspetto più cerebrale del lavoro di artista passa in secondo piano.

Le tavole del libro nascono da un lavoro molto complesso.  Puoi raccontarcelo?
Quando sono stata coinvolta nel progetto, ho ricevuto non solo il testo in simboli, ma anche i disegni realizzati dai ragazzi del gruppo "Garrulo Pappo", che sono stati a volte punto di partenza e a volte punto di arrivo di una riflessione da cui poi sono scaturite le mie illustrazioni. In ognuna di esse è presente un frammento, una traccia dei disegni realizzati dai ragazzi. È stato come accogliere una presenza e renderla parte di un tutto.

Quali tecniche hai utilizzato?  
Come sempre le tecniche nel mio lavoro sono miste, dall'olio alla china, dai pastelli all' acrilico e per finire, o iniziare, il collage che mi ha permesso di integrare parte dei disegni dei ragazzi.
Il mio approccio all'illustrazione, nei colori decisi e nelle forme degli elementi, subisce anche l'influenza degli Ukiyo-e, le stampe artistiche giapponesi. Un interesse nato nei tanti viaggi in Giappone.

Qual è il ruolo del Giappone nel tuo percorso artistico?
Il ruolo del Giappone è l'inaspettato che arriva, quando non lo cerchi, e che ti apre la mente e il cuore.  È un rapporto continuativo che dura da dieci anni. È un rapporto di poche parole, ma che mi fa sentire compresa. Ho una galleria a Tokyo in cui ho esposto diverse volte e con la quale continua la collaborazione. Ho inoltre molti amici artisti giapponesi con cui ogni anno allestiamo mostre scambio Italia-Giappone.

Tornando alle illustrazioni di Ranocchio, nel progettarle c'è stata una riflessione sul tema dell'accessibilità? È un tema a te familiare?
Certamente. Credo che una delle mie prime esperienze professionali abbia avuto una grande influenza nel mio lavoro. Dai 19 ai 21 anni, durante gli anni di studio, ho lavorato in una cooperativa di recupero. Il mio compito era insegnare un mestiere a figli di genitori disagiati per reinserirli nella società. Nulla a che vedere con l'arte, ma quell'esperienza mi ha cambiato profondamente, anche dal punto di vista spirituale. Mi ha messo a contatto con la vita vera, mi ha fatto comprendere il senso più profondo della vita. Lavorando alle illustrazioni di Ranocchio ho cercato di tener presente il modo di esprimersi dei ragazzi di Garrulo Pappo, certamente più libero ed emozionale, ed entrare in questo mondo.

Illustrerai ancora per l'infanzia? 
Mi piacerebbe moltissimo è una strada affascinante con una "compiutezza" che nei miei lavori è più difficile ed ermetica come lettura. E' come ritornare a giocare.

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Inbook, insieme si legge

Inbook, insieme si legge strumenti di comunicazione, scolarizzazione e inclusione

Sabato 12 Ottobre dalle ore 10.00 alle 12.00 presso La libreria dei Ragazzi di Brescia parleremo di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e in particolar modo del modello inbook.

Il modello è dinamico come una lingua. Le sue evoluzioni avvengono attraverso un continuo confronto nell'ambito del Centro Studi inbook (csinbook.eu) che è garante dello sviluppo e della coerenza,  con riferimento alle evidenze scientifiche in letteratura, alle ricerche sul campo delle trasformazioni e delle conoscenze in ambito linguistico-comunicativo, percettivo visivo e grafico.

Gli inbook si sono dimostrati particolarmente efficaci nel sostenere la comprensione linguistica dei bambini con i disturbi di comunicazione più complessi e non solo.  In particolr modo si sono diffusi nelle scuole materne e nelle biblioteche, diventando non solo strumento importante di inclusione dei bambini con disabilità, ma anche occasione di sviluppo e crescita per tutti. Gli insegnanti segnalano anche l’efficacia degli inbook nel facilitare l’acquisizione dell’italiano come seconda lingua nei bambini di origine straniera. 

Attraverso la presentazione dell'albo illustrato "L'invenzione che ho inventato", pubblicato da Storie Cucite e sostenuto dall'Associazione Mowat Wilson Onlus, si parlerà del modello inbook con Antonio Bianchi, ingegnere e formatore del CSCA, delle sue modalità d'intervento e strategie; con Silvia D'Ambrosio, bibliotecaria della Biblioteca di Brugherio, che presenterà l'intera bibliografia inbook; Eugenia Ratti, insegnante della scuola primaria di Albiate, che parlerà dell'importanza di utilizzare la CAA nella didattica come strumento di inclusione scolastica.
Infine attraverso il racconto di Rita Milesi, Paola Rota e Greta Barbanti, genitori membri dell’Associazione Italiana Mowat Wilson si darà voce all'esperienza con la CAA e gli inbook dei bambini e i ragazzi affetti dalla sindrome di Mowat Wilson, che hanno molto spesso grandi disturbi comunicativi del linguaggio verbale, sino ad arrivare alla sua totale assenza.

L'incontro è rivolto a insegnanti di classe e di sostegno delle scuole di ogni ordine e grado, educatori, insegnanti delle scuole dell'infanzia, dirigenti scolastici, operatori sanitari, genitori.

E' gradita la prenotazione: info@storiecucite.it - brescia@lalibreriadeiragazzi.it
Libreria dei Ragazzi, Via San Bartolomeo 15 -  Brescia

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Per me il silenzio è blu come il cielo profondo e infinito

Intervista a laura Zani, illustratrice di Sss, il silenzio!

Farfalle, vecchie radio, gatti curiosi, guardiani sonnecchianti di una pace che per niente dovrà essere turbata, bambini dallo sguardo sincero e sognante.
Le illustrazioni di Laura Zani per Sss, il silenzio! rappresentano un immaginario positivo e rassicurante in cui nulla di male sembra poter mai accadere. E il silenzio che raccontano si libra nell’aria riempiendola di suggestioni e colori. 



 

Qual è il tuo rapporto con il silenzio?
Io amo profondamente il silenzio e lo cerco in continuazione. Nel silenzio del mio studio io lavoro, penso, progetto. L’assenza di rumori mi aiuta a concentrarmi e a trovare soluzioni. Non amo i luoghi affollati e rumorosi, li evito con costanza. Non ho mai musica nelle orecchie e nemmeno in macchina. Prediligo le voci della natura che posso ascoltare solo se c’è silenzio intorno.

Le tue illustrazioni sono ricche di elementi che mettono in relazione suono e silenzio, ma che sembrano avere anche un legame con il passato. Quanto c’è del tuo immaginario di bambina nella scelta degli oggetti illustrati?
E’ vero, a me piace disegnare cose che richiamano il passato, forse perché io sono attratta dagli oggetti vintage e la mia casa ne è colma, forse perché gli oggetti d’un tempo non facevano rumore (non avevano motori né computer parlanti!) quindi mi sono sembrati molto adatti a essere inseriti nelle illustrazioni di questo testo sul silenzio. Non posso dire che questi oggetti siano usciti volutamente dal mio immaginario di bambina. Credo che siano sgusciati fuori senza che io me ne accorgessi.

In molte delle tue illustrazioni per “Sss, il silenzio!” predomina il blu. Questo colore ha un significato particolare per te?
Il blu e le sue varianti sono tra i miei colori preferiti. L’associazione tra il blu e il silenzio è stata istantanea. Per me il silenzio è blu come il cielo profondo e infinito.

Parlaci ora del tuo percorso professionale.Nasci come pittrice per poi approdare all’illustrazione. Cosa apprezzi di questo mondo?
Il mondo dell’illustrazione è molto vicino al mondo che desidero. Un universo dove umani e animali stringono amicizie sincere, dove arriva sempre qualcuno a risolvere situazioni sgradevoli, dove i boschi sono rigogliosi, verdi e pieni di abitanti felici, dove i mari non sono inquinati e contaminati dalla plastica, dove i bulli, o gli orchi, prima o poi diventano buoni. Apprezzo la molteplicità di tecniche e di linguaggi, tutti validi ed evocativi, la vastità delle tematiche trattate e approfondite. Sento che l’illustrazione mi dia la possibilità, più che la pittura, di esprimere con maggiore libertà quello che provo e che amo profondamente.

Ci racconti il tuo incontro con Maddalena Schiavo? Come nasce il vostro sodalizio artistico?
Maddalena dopo aver visto i miei lavori sulla pagina di Notte di Fiaba Contest - avevo vinto il secondo premio al concorso di illustrazione di Riva del Garda sul tema di Sherlock Holmes, quindi le mie tavole avevano ricevuto una notevole pubblicizzazione da parte dell’organizzazione  - mi telefonò e mi propose di lavorare su un suo testo. Fu una telefonata molto gradevole, Maddalena è ricca di positività e simpatia, e il suo testo mi piacque molto pertanto decisi di accettare la sua proposta. Ho, in seguito, scoperto che Maddalena è anche molto determinata, affidabile e sincera, qualità che io apprezzo molto in una persona.

Una piccola anticipazione del vostro prossimo libro per Storie Cucite?
Un testo per sorridere, riflettere e cambiare. Illustrazioni dove trovare colori e poesia. 


 

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Il silenzio per me è un amico, un amico vero

Intervista a Maddalena Schiavo, autrice di Sss, il silenzio

Maddalena è un fiume in piena. Parlare con lei è una palestra per la mente che ti trascina in un mondo fatto di incontri, confronti, dubbi, continui cambi di prospettive su una realtà che lei immagina piena di poesia.
Il suo nuovo albo pubblicato con Storie Cucite racconta il silenzio come opportunità per scoprire il mondo e sé stessi


 

Sss, il silenzio è un dialogo fra un adulto e un bambino sul tema del silenzio. Da quale esigenza nasce la tua storia?
Il silenzio inteso nella sua funzione educativa, ossia dello "stare in silenzio".
L'esigenza più profonda trae, invece, sicuramente origine dalla mia formazione filosofica e di ricerca continua: da qui l'importanza di spiegare cos'è il silenzio e la sua valenza/natura: "Chi è il silenzio? Cosa fa il silenzio?"
La scelta stilistica del dialogo come forma narrativa, caratterizzata da continue domande del bambino verso l'adulto è legata al desiderio di accompagnare passo passo il bambino nell'esplorazione del mondo del silenzio. 

Credi che per i bambini sia difficile fare esperienza del silenzio?
Ho sempre pensato al silenzio come a un'opportunità: il silenzio è riposante e rilassante nel frastuono del caos, è possibilità di concentrazione, ascolto, osservazione, ci permette di essere presenti. E' interrelazione e scambio con il mondo.
Questo è l'incipit di ogni mio lavoro con i bambini:  "In silenzio si sta per poter ascoltare e osservare", spiego. "Poi, un grande respiro tutti assieme e... ci si massaggiamo i piedini, la pancia, il viso. Infine, con un filo immaginario, ecco che possiamo far uscire le prime lettere dell'alfabeto, facendole vibrare dentro di noi e fuori, tutto attorno a noi!"

Qual è il tuo rapporto con il silenzio?
Il silenzio è un amico, un vero amico.
Sia che sia all'interno di me, come quiete della mente, sia esterno, come fuga dal caos. E' all'origine della mia possibilità di scrittura.

Laura Zani, l'illustratrice di Sss, il silenzio!, arricchisce il tuo testo con immagini visionarie ed evocative. Come nasce la vostra collaborazione?
La nostra collaborazione nasce grazie al Prof. Livo Sossi: mi ha fatto vedere una bellissima illustrazione di Laura e io mi sono innamorata immediatamente del suo stile raffinato e suggestivo, era lo stile che cercavo per i miei testi.

E la tua vocazione per la scrittura? Quando l'hai scoperta?
Ho lavorato come bibliotecaria per quasi vent'anni, lavoro che ho amato moltissimo, occupandomi per lo più della letteratura per l'infanzia. Nel mio lavoro, una cura particolare l'ho sempre riservata alla sezione dei ragazzi e all'animazione alla lettura.
Il mio primo racconto dedicato ai ragazzi, dal titolo "Libri ribelli", l'ho scritto per spiegare "La biblioteca" ai bambini che venivano con la scuola per le visite guidate.
Mi sono molto divertita a scriverlo e soprattutto a leggerlo. I bambini non hanno filtri e per questo sono i migliori critici: mi bastava osservare le loro espressioni sul viso per capire se "passava il messaggio". A volte passava e a volte no.
L'amore per la scrittura è nata da questa esperienza.

Nel tuo percorso hai incontrato il grande Livio Sossi. Puoi condividere con noi un ricordo legato a lui?
Certamente Livio Sossi è stato molto importante per il mio percorso, grazie anche a lui sono diventata l' autrice Maddalena Schiavo.
Due sono i ricordi più cari che ho di lui:  la nostra passeggiata nel bosco prima del workshop a Valli del Pasubio,  e l'ultima volta che l'ho accompagnato in stazione, e l'ho visto partire con la valigia piena di libri. Mi manca tantissimo.

 

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Marta e il mistero di Nefertem

La piccola Marta ha ricevuto il suo libro su misura!

Marta e il mistero di Nefertem è il primo libro su misura realizzato da Storie Cucite per la piccola Marta.

I suoi genitori  desideravano farle un regalo speciale, unico, che potesse rimanere come ricordo per  tutta la vita, così hanno pensato al nostro servizio di personalizzazione: un libro che raccontasse il viaggio di famiglia in Provenza, un viaggio che a Marta è rimasto ben impresso nella mente e nel cuore, fatto di avventure e incontri speciali. 

Sono seguiti mesi di raccolta di informazioni, percorsi possibili, esperienze in cui Marta potesse riconoscersi e ritrovarsi per rivivire il suo viaggio come una rocambolesca avventura, un racconto sempre in bilico tra realtà e fantasia. Gli ingredienti c'erano tutti: il viaggio in Provenza, i fazzoletti della nonna, lo zainetto con il kit da viaggio, la passione per il popolo egizio, per i cavalli e quella preziosa nuova amicizia che Marta porterà sempre nel suo cuore. 

È stato un lavoro lungo durato circa un anno, ragionato, divertente in cui l'unica domanda che l'autrice si è posta è stata: "Cosa avrebbe fatto Marta in questa circostanza? Cosa avrebbe detto?"

Così con l'aiuto prezioso di mamma Lisa e un'intervista a Marta, ignara della sorpresa che stavamo preparando per lei, e le illustrazioni personalizzate realizzate dall'illustratrice Rebecca Serchi,  il libro su misura Marta e il mistero di Nefertem ha preso vita

Un libro unico e originale da custodire per sempre!

Questo il commento di mamma Lisa: "Grazie a Storie Cucite!!! A Marta è piaciuto un sacco! È davvero un gran lavoro di qualità, un vero lavorone!!!! E poi è’ unico e solo per lei! A me come mamma ha fatto tanto piacere regalare questo libro che le rimarrà per sempre e con un ricordo stupendo! Grazie!"

 

Ecco il momento in cui Marta ha aperto il suo regalo...

 

E questo è il libro di Marta, unico nel testo e nelle illustrazioni.

Buona lettura a Marta e se, invece, tu vuoi sapere di più del nostro libro su misura, trovi le informazioni qui.

 

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I nostri consigli prima di partire

Stai per partire per le vacanze da solo o con i genitori? Sei emozionato?

Stai per partire da solo o con i tuoi genitori? Sei emozionato?

Siamo sicure di sì!

Fare le valigie e prepararsi per bene senza dimenticare nulla ti sembra un'impresa impossibile! Probabilmente sono settimane che ci pensi e hai preparato una lista di cose da portare e da fare!

Comincia sempre da ciò a cui non puoi rinunciare: la tua maglietta preferita, lo spazzolino da denti, il costume, gli occhiali da sole, i tuoi libri preferiti, il gioco che ami.
 


IL DILEMMA: COME FAR ENTRARE TUTTO

Fai un respiro, perché arriva la parte più divertente: come fare a rendere l’organizzazione del tuo bagaglio un’operazione semplice e spassosa. Innanzitutto sistema sul letto tutto ciò che hai intenzione di portare con te: i tuoi vestiti preferiti, i colori, il tuo diario segreto, ma soprattutto quei libri che non sei riuscito a leggere durante l'anno e che hai messo da parte proprio per le vacanze. 

Quanti sono? Cinque, dieci?  Sarebbe bello averli tutti con te, ma la regola d'oro è “less is more” e vale per tutto ciò che porterai.

Partiamo dai vestiti.

ARROTOLA I VESTITI PER GUADAGNARE SPAZIO

Scegli i capi che indossi di più, studia tutte le combinazioni. È inutile portare una maglietta che non si abbina su nulla, nel profondo sai anche tu che non metterai tutto! Porta cose pratiche, pensa a tutte le attività extra che potrai fare ma non dimenticare qualcosa di carino per le uscite serali, e lascia un po’ di spazio in valigia per quello che comprerai. Disponi i vestiti usando la comprovata tecnica dell’arrotolamento! Stendi una o due cose, l’una sull’altra, e avvolgile come un sacco a pelo. Se ci sono dei buchi, fatti furbo, tra un vestito e l’altro incastra calzini, intimo, sciarpa, pennarelli, il diario segreto!
 

IL LIBRO DA LEGGERE: LASCIATI GUIDARE DAL TUO ISTINTO

E i libri?

Se devi prendere un aereo e non puoi portarti un secondo bagaglio, la scelta si fa veramente difficile. Hai poco spazio a disposizione e tanto da leggere. 

A volte la scelta di un libro è una questione di pancia. Dipende dal tuo stato d'animo del momento, dalle emozioni che scatena in te una copertina. Allora prova a fare in questo modo: disponi tutti i titoli che hai messo da parte sulla tua scrivania e osservane le copertine. Quale ti attira di più? Quale secondo te rappresenta meglio la vacanza che stai per vivere?

Un altro metodo può essere quello di scegliere un libro più leggero, con una storia divertente e con belle illustrazioni, e un altro di narrativa con una storia più ricca e impegnativa in cui immergerti magari nel primo pomeriggio, in un momento di calma prima di tornare a giocare con i tuoi amici, una lettura perfetta da fare seduto comodamente su una sdraio all'ombra di un pino oppure steso sul tuo asciugamano in riva al mare. Aggiungi, infine, un libro poetico ed evocativo da sfogliare la sera sotto il cielo stellato. 

Vuoi qualche suggerimento? Una storia frizzante e divertente come quella di Flavia Uragano, ad esempio, costruita con un gioco che potrai fare insieme ai tuoi amici, o ancora La paura detesta volare, tre racconti che ti faranno emozionare e riflettere, o infine sotto un cielo pieno di stelle sfoglia  Sss, il silenzio! per sognare insieme al piccolo protagonista.  

Sono solo alcuni dei titoli che puoi trovare nel nostro store e che saranno felici di accompagnarti al mare, in montagna, o in una bella avventura alla scoperta di una città d'arte.

Prima di lasciarti, eccoti un altro suggerimento! Una volta scelti i libri che porterai con te, scrivi sul frontespizio la data e l’occasione del viaggio. Sarà bello fra qualche anno riaprirli e sfogliandoli ricordare tutti i momenti felici della tua vacanza!

Buon divertimento!

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Le paure aiutano a crescere!

" La paura detesta volare" è il libro di esordio della collana di narrativa Dritto&Rovescio ideata da Luisa Carretti. La sua fonte di ispirazione, come ci racconta l'autrice, è stata sua figlia.

Calma e riflessiva  Luisa Carretti si racconta in veste di autrice del libro di narrativa  La paura detesta volare. Leccese di origine, ha scoperto l'amore per la letteratura e la scrittura da giovanissima. Ha esordito nel 2016 per Storie Cucite con l'albo illustrato nella neve, e ha ideato per la casa editrice  le collane  "I logogrifi" e "Dritto&Rovescio". 

 

Come è nata l’idea della collana di narrativa con queste caratteristiche?
Le storie sono da sempre un ottimo strumento di riflessione e di stimolo al dialogo.  A volte però non è facile trovare il libro giusto, quello che fa al caso nostro. Con Dritto&Rovescio abbiamo voluto creare un contenitore identificabile all’interno del quale pubblicare storie costruite intorno a quei temi che spesso, da genitori, ci troviamo ad affrontare nella relazione con i nostri bambini. Lo facciamo chiedendo aiuto a professionisti che ci permettono di creare storie belle dal punto di vista narrativo, e allo stesso tempo utili a raggiungere l’obiettivo di aiutare i bambini a crescere e i genitori a districarsi nel difficile e meraviglioso ruolo che ricoprono.

Com'è nata l’idea di questi tre racconti?
Il percorso creativo è stato casuale, come spesso accade. Devo dire che in questo caso il ruolo di mia figlia è stato determinante. Il terzo racconto della raccolta nasce da una conversazione avuta con lei.

Da cosa trai ispirazione?
Mi piace molto osservare le persone, i loro visi, come si muovono e interagiscono con l’ambiente. Questa è una fonte di ispirazione importante per me, tanto quanto ascoltare i bambini, le loro storie, le loro idee. Credo che la verità sia nascosta fra le loro parole. 

Come hai impostato la collaborazione con la psicologa e poi con l’illustratrice?
Con la psicologa Chiara Carrelli abbiamo impostato due percorsi inversi. Il terzo racconto era praticamente scritto, quindi lei lo ha valutato e mi ha suggerito le modifiche da apportare in modo che la storia fosse utile al nostro scopo. Gli altri due racconti sono stati costruiti insieme. Lei mi ha riportato la sua esperienza, le paure più ricorrenti fra i bambini che segue, spiegandomi da un lato i sintomi con cui si manifestano dall’altro le possibili strategie per affrontarle.

Ho fatto mie le informazioni e sono passata alla fase creativa, che abbiamo voluto fosse priva di condizionamenti. Abbiamo poi riletto insieme i racconti riflettendo sui ruoli dei protagonisti e aggiustando il testo in modo che ogni azione narrata, ogni dialogo rispecchiasse esattamente una situazione tipo in cui genitori e figli possono ritrovarsi. Con l’illustratrice Mariella Cusumano abbiamo portato avanti un lavoro simile, valutando la posizione dei personaggi all’interno dello spazio e cercando di rendere visivamente e in modo efficace le emozioni provate.

E’ stato difficile riuscire a mescolare elementi di fantasia con elementi pedagogici? Quali difficoltà hai incontrato? Quali invece gli spunti interessanti ne hai tratto? 
Non è stato complicato, probabilmente per una mia facilità di approccio ai temi trattati e per la collaborazione positiva che c’è stata con la psicologa. Ci siamo capite dal primo istante. 

Quali tra le paure affrontate nei tre racconti hai provato anche tu quando eri bambina?
Si dice che ogni autore racconti sempre di se stesso, anche quando le storie sembrano essere lontane dalla sua realtà e dal suo vissuto. La paura è un sentimento che abbiamo provato tutti e in particolare le tre paure narrate sono molto comuni. Devo dire che mi immedesimo in tutti e tre i piccoli protagonisti dei racconti, ma sicuramente Silvia con la sua paura del giudizio degli altri e il suo desiderio di perfezione mi rappresenta un poco più degli altri.

 

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Riccio Filippo è esistito veramente!

In seconda elementare ho scritto il mio primo libro insieme a mio fratello

Alice Campanini è pura energia ed entusiasmo. Giovanissima e promettente autrice e illustratrice ha pubblicato con Storie Cucite l’Inbook Un riccio per amico, albo illustrato accessibile nato all’interno di un percorso di alternanza scuola-lavoro a cui ha partecipato presso il suo liceo, il Liceo Artistico “L.Fontana” di Arese in provincia di Milano.

 

Alice quando hai scoperto che da grande avresti voluto fare l'illustratrice?
Quando ero in seconda elementare avevo scritto, insieme a mio fratello, una storia intitolata “Tina, la formica viaggiatrice”. Un racconto di tre pagine unite con la pinzatrice che noi definivamo “il nostro primo libro”. In quell’occasione ho realizzato le mie prime illustrazioni e mi ricordo ancora quanto mi sono divertita a far prendere forma ai nostri personaggi con le matite colorate. Crescendo ho cominciato a sostenere che sarei diventata una scrittrice e già mi immaginavo a pubblicare romanzi fantasy di centinaia e centinaia di pagine, anche se poi, quando provavo veramente a scrivere, mi fermavo intorno a pagina quindici. Al momento di scegliere la scuola superiore ho deciso di iscrivermi all’artistico con l’idea di diventare fumettista, anche se poi i miei interessi si sono spostati dai fumetti agli albi illustrati. Ho cominciato a curiosare nelle librerie dirigendomi sempre verso gli scaffali per i più piccoli, per sbirciare le illustrazioni, e da quei momenti  che è iniziato  a nascere il desiderio di diventare illustratrice, desiderio che si è poi consolidato quando è arrivata l’occasione di realizzare Un riccio per amico.

Il tuo primo albo illustrato nasce da un percorso di alternanza scuola- lavoro. Ci racconti com'è andata?
Durante il terzo anno di liceo la mia classe ha partecipato a due progetti di alternanza scuola lavoro, uno di questi prevedeva la realizzazione di alcune storie illustrate scritte in Comunicazione Aumentativa, con la supervisione dell’U.O.N.P.I.A. del Policlinico di Milano. Così, con l’aiuto della professoressa referente del progetto, abbiamo inventato, da soli o a gruppi, dei racconti da proporre agli asili vicini alla nostra scuola. Sono stata fin da subito entusiasta dell’idea e durante tutta la giornata ho pasticciato i quaderni inventandomi i protagonisti della storia: Riccio Filippo e la castagna. Il progetto è proseguito per tutto l’anno scolastico e lavorando sia a scuola sia a casa abbiamo prodotto una serie di libretti illustrati, scritti e tradotti completamente da noi ragazzi. La parte più complessa è stata l’opera di traduzione, anche perché inizialmente non riuscivamo a capire come potesse funzionare la Comunicazione Aumentativa, ma nel momento in cui siamo andati negli asili a leggere le nostre storie abbiamo visto come i bambini, già dopo una prima lettura fatta tutti insieme, riuscissero a riconoscere alcuni simboli e a divertirsi a leggere da soli.  

Chi ti ha spronato a proporre il tuo lavoro a una casa editrice?
Durante l’ultimo incontro presso l’U.O.N.P.I.A. era presente l’ingegnere Antonio Bianchi, del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa, che si è occupato di supervisionare i testi una volta terminati. È stato durante quella giornata che Antonio mi ha proposto di provare a cercare un editore per portare Un riccio per amico alla pubblicazione. Sono stata tanto felice quanto sorpresa di ricevere questa proposta ed è così che Riccio Filippo è stato presentato a Patrizia e Luisa di Storie Cucite.

Com’è nata l'avventura di Riccio Filippo?
Un riccio di nome Filippo è esistito veramente: quando ero piccola mio papà ha portato a casa, in uno scatolone, un riccio salvato dalle mire di un gatto. Non so perché mio fratello avesse scelto di chiamarlo Filippo, ma quel nome mi è sempre sembrato perfetto per un riccio. Nel momento in cui a scuola mi è stato richiesto di scrivere una storia ho pensato a cosa potessi avere da raccontare e mi è subito venuto in mente lui! Il resto della storia è venuto da sé.

Oltre a illustrare l'albo, hai anche scritto la storia e curato la traduzione in simboli. Prima dell'esperienza di alternanza quanto ne sapevi di accessibilità? È un tema che hai incontrato per caso sul tuo cammino?
Prima dell’esperienza di alternanza ho avuto modo di sentir parlare di accessibilità in contesti piuttosto quotidiani: mia mamma è una psicologa infantile specializzata in DSA e capita spesso che parlando, anche semplicemente a cena, emergano discorsi che riguardano le didattiche inclusive, anche se, fino a che non ci è stato proposto il progetto di alternanza, non conoscevo la Comunicazione Aumentativa.

Pubblicare alla tua età cosa ha significato per te e che consiglio puoi dare ai ragazzi che desiderano entrare nel mondo dell'editoria?
Per me è stato un sogno che si avvera. Entrare in una libreria e vedere la copertina di Un riccio per amico mi fa sempre emozionare tantissimo. Pensavo che con la pubblicazione del libro avrei vissuto già di per sé un’esperienza bellissima e mai avrei immaginato che quello che ne è conseguito potesse essere anche più entusiasmane: mi riferisco alle presentazioni fatte nelle biblioteche e ai laboratori nelle scuole insieme ai bambini (che sono in assoluto il miglior pubblico che si possa desiderare), ma soprattutto non mi sarei mai aspettata di conoscere così tante persone che si dedicano costantemente alla difesa del diritto di tutti alla lettura e che mi hanno accolto nonostante la mia età. Quindi ciò che mi sento di dire ai ragazzi che desiderano entrare in questo mondo è di mettere entusiasmo e positività in ogni loro tentativo, perché è la voglia di provarci sempre e mettersi in gioco che porta ai primi risultati.

A cosa stai lavorando adesso? Riccio Filippo vivrà una nuova avventura?
Assolutamente sì! Abbiamo lasciato Riccio Filippo in un bosco dalle scricchiolanti foglie arancioni pronte a staccarsi dai rami…con l’arrivo dell’inverno dovrà prepararsi per il letargo e noi ci prepareremo con lui.

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Leggiamo insieme gli Inbook alla BCBF 2019

Il 2 aprile un evento riservato a bibliotecari, librai e insegnanti

Conoscere gli Inbook e imparare a leggerli con il modeling, è questo l'obiettivo dell'incontro organizzato da noi di Storie Cucite alla Bologna Children's Book Fair 2019!


 

Martedì 2 aprile alle 12,15 presso il nostro stand B97 PAD 25 insieme all'autrice Alice Campanini leggeremo l'inbook Un riccio per amico, albo illustrato nato da un progetto di alternanza scuola-lavoro promosso dal CSCA, inserito all'interno del progetto " Nessuno escluso"  e finanziato nell'ambito del bando della Regione Lombardia per la valorizzazione di biblioteche e archivi storici e coordinato dalla biblioteca di Melegnano.


 

Saranno presenti Silvia d'Ambrosio, referente della rete biblioteche Inbook,  e Antonio Bianchi, referente del Centro Studi Inbook. 

L'incontro è riservato a bibliotecari, insegnanti e librai.

Per partecipare è necessario comunicare la propria presenza entro il 25 marzo scrivendo a info@storiecucite.it.

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Storie Cucite alla Children's Book Fair 2019

Saremo ospitate nella New Entry Lounge PAD 25 STAND B97!

La New Entry Lounge è uno spazio per promuovere e presentare al pubblico della Children's Book Fair piccoli editori o editori con pochi titoli per ragazzi, ma di alta qualità.

E quest'anno ci saremo anche noi! Ci trovate presso lo Stand B97 PAD 25.

Presenteremo la novità La paura detesta volare, il primo libro di narrativa illustrata della collana Dritto&Rovescio, scritto da Luisa Carretti e illustrato da Mariella Cusumano. Sarà inoltre una buona occasione per conoscere di più dei nostri libri in simboli, gli inbook, sfogliando albi illustrati come Yxxy un giorno speciale, Yxxy il segreto non segreto, Un riccio per amico e la novità del 2019 L'invenzione che ho inventato in versione inbook. In più potrete scoprire i divertenti albi illustrati della collana I Logogrifo, veri e propri albi laboratorio, che stimolano i piccoli lettori a lasciar andare libera la creatività giocando con la lingua italiana. 

Per chi fosse interessato, è disponibile il catalogo dei nostri titoli per la vendita dei diritti all'estero

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We are proud to announce that Storie Cucite has been included in 2019 New Entry Lounge area selection! You'll find us at Stand B97 PAD 25.

The New Entry Lounge is a special area of the Children's Book Fair for small high quality publishing houses with few titles in their catalogue. 

At Bologna Children's Bookfair we'll launch La paura detesta volare, the first illustrated fiction book in the series Dritto&Rovescio, written by Luisa Carretti and illustrated by Mariella Cusumano. It will be a good opportunity to know more about inbook, our accessible picture books that are completely expressed in AAC symbols: Yxxy Un giorno speciale, Yxxy Il Segreto non segreto, Un riccio per amico and  the latest one, the inbook version of L'invenzione che ho inventato

You will also discover the amazing books of I Logogrifi series: picture books that invite children to play with italian language and let the imagination run free. 

For professionals our catalog for Foreign Rights is available here.

 

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Laboratorio Flavia Uragano

Laboratorio e lettura presso La Libreria dei Ragazzi di Brescia sabato 23 Febbraio ore 17.00 a cura di Luisa Carretti

Dopo l'appuntamento del 26 gennaio a Milano, sabato 23 febbraio ore 17.00 vi aspettiamo presso la Libreria dei Ragazzi di Brescia in Via san Bartolomeo 15/A. L'autrice Luisa Carretti ripercorrendo l’avventura della protagonista dell’albo illustrato Flavia Uragano, inviterà  i bambini  a riflettere sulle proprie emozioni provate quando si ha la possibilità di esprimere se stessi e quando invece non ci si può  dedicare alle proprie passioni. Dopo la lettura della filastrocca i bambini saranno coinvolti in un’attività creativa, e proveranno a sperimentera le proprie  competenze e scrivere nuove storie giocando con le parole.

Età consigliata dagli 8 anni. Ingresso gratuito con posti limitati, prenotazione obbligatoria: tel. 030 3099737 oppure brescia@lalibreriadeiragazzi.it

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Presentazione Un riccio per amico

Un riccio per amico il nuovo inbook di Storie Cucite, sarà presentato presso la Biblioteca di Melegnano il 1° dicembre alle 9.00

Gli appuntamenti per conoscere il modello inbook continuano.

Dopo l'incontro di Bonate e al Bookcity di Milano che si è appena concluso, il 1° dicembre alle ore 9,00 saremo presso la Biblioteca di Melegnano per presentarvi ufficialmente un Un riccio per amico, l'avventura editoriale di co-progettazione con il Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa, la Rete Biblioteche inbook a seguito del bando della Regione Lombardia con il progetto "Nessun Escluso" e noi di Storie Cucite. L'incontro è organizzato in collaborazione con la Libreria Mondadori. 

Introdurrà a coordinerà  Franco Fornaroli, Biblioteca di Melegnano, capofila del progetto “Nessuno escluso”, e interverranno: Antonio Bianchi, del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa che introdurrà il modello inbook e le attività di co-progettazione editoriale; Alice Campanini, giovane autrice dell’ inbook  Un riccio per amico, e Patrizia Frassanito editore di Storie Cucite, che racconteranno il percorso dall’alternanza scuola lavoro all'editoria; Silvia D’Ambrosio, Biblioteca di Brugherio, che parlerà dell’alleanza tra editori, Biblioteche e librerie per il diritto alla lettura.

La mattinata si concluderà con la presentazione della bibliografia Inbook, dei libri tattili e dei silent book donati dal Rotary Club di Milano e dall’Associazione Corti G. - Rossi P. Fede Scienza Impegno Onlus alla Biblioteca.

Sarà allestita una mostra con le tavole originali di Un riccio per amico e sarà possibile farsi autografare le copie del libro dall’autrice e illustratrice Alice Campanini!

 

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Buon compleanno Storie Cucite!

Festeggiamo insieme a voi con una promozione speciale

Novembre è un mese importante per noi. È il mese in cui il nostro sogno nel cassetto si è trasformato in realtà.

Spegniamo questa seconda candelina con un regalo per voi.

Chi acquista dal nostro store online la novità autunno 2018 Flavia Uragano avrà in regalo una copia dell'albo Vespa Té-resa.
 

Correte l'offerta vale solo fino al 30 novembre!!

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Come nasce un inbook?

Domani 9 novembre al Pisa Book Festival

Come si realizza un inbook? Quali sono gli aspetti da considerare nella redazione di un testo efficace che consenta veramente a tutti di accedere alla lettura in modo libero e autonomo?

Domani 9 novembre alle 16,00 presso la Sala Video del Pisa Book Festival  saremo insieme ad Antonio Bianchi, referente del CSCA, Silvia D'Ambrosio, referente della Rete Biblioteche inbook per un workshop dal titolo "Come nasce un inbook". 

Vi aspettiamo!

 

 

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Incontra gli inbook

Lunedi 5 Novembre ore 17.00 Sala Civica del Centro SocioCulturale di Bonate Sotto parleremo di inbook

Gli appuntamenti di approndimento sul modello inbook continuano. Dopo l'incontro bresciano,  lunedì 5 novembre alle ore 17,00 saremo nella Sala Civica del Centro SocioCulturale di Bonate Sotto per raccontarvi dell'avventura editoriale che nasce dalla collaborazione fra il Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa, la Rete Biblioteche inbook e noi editori. 

Introdurrà a coordinerà l'incontro Francesca Mondani, Assessore alla cultura del Comune di Bonate Sotto,  interverranno inoltre : Antonio Bianchi, del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa che introdurrà il modello inbook e le possibili attività di co-progettazione editoriale; Alice Campanini, giovane autrice del nostro inbook  Un riccio per amico che racconterà il suo percorso di alternanza scuola lavoro con il Centro studi Inbook e il passaggio dalla scuola all'editoria; Alessandra Mastrangelo del sistema Bibliotecario Val Seriana per la Rete Biblioteche inbook; Marco Locatelli, traduttore ed educatore che parlerà dell'importanza della lettura condivisa degli inbook a scuola e di esperienze di inclusione con la CAA. Infine Marjoljin Adda, coordinatrice del progetto regionale Nessuno escluso co-finanziatore del nostro albo illustrato Un Riccio per amico, presenterà tutta la bibliografia Inbook.

Fra gli editori in sala ci saremo anche noi! 

E per chi non riuscisse a incontrarci in Lombardia, noi di Storie Cucite saremo anche al Pisa Book Festival il 9 novembre ore 16.00 presso Sala Video,  per un workshop come nasce un inbook a cura del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa.

Vi aspettiamo!

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Antonietta: per i 50 anni di Remo ho scelto come regalo il racconto della sua vita!

Poter rileggere la propria storia è un privilegio di pochi

Realizzare un libro su misura è un viaggio pieno di emozioni, intenso che unisce la nostra autrice e chi lo sceglie per se stesso o come regalo, in un percorso unico.
Abbiamo chiesto ad Antonietta, che ha scelto un libro su misura come regalo per i 50 anni di suo marito Remo,  di raccontarci la sua esperienza.

Perché un libro su misura?
Ho scelto di regalare questo libro a Remo, perché ritengo che poter rileggere i primi 50 anni della propria vita è una fortuna che pochi hanno. Ritrovarsi ottantenne e potersi perdere nei ricordi scritti credo sia una delle cose più belle e poi ho pensato di regalarglielo anche per lasciare un ricordo tangibile a nostra figlia.

Cosa hai apprezzato di più del percorso di realizzazione del libro?
Nel percorso fatto insieme ho apprezzato molto la delicatezza con la quale l’autrice è riuscita ad entrare nell'intimità della vita di una persona senza mai rendere banale o superficiale un episodio, un aneddoto o un'emozione, ma al contrario è riuscita a far emergere dei lati e delle sensazioni che neanche chi le esprime a volte pensava di conoscere. Aiuta ad entrare nel profondo del racconto  e a scoprire anche dei lati inaspettati di se stessi ......è  come ' fare un viaggio all'interno di sé e dell’altro .... emozionandosi e allo stesso tempo divertendosi.

Potresti riassumere in una riga il valore che secondo te ha il libro su misura di Storie Cucite?
Descriverlo in una sola riga è un po' riduttivo, ci provo. Forse mi ripeterò ma la frase che più si addice è UN VIAGGIO UNICO in un passato, presente, futuro reale o immaginario che pochi hanno la fortuna di poter vivere.

Qual è stata la reazione di tuo marito nel riceverlo?
La reazione? È stata....... esterrefatta, inaspettata, stupita, gioiosa e ovviamente piena di lacrime.

Che significato ha nella vostra vita il libro che hai regalato e che posto occupa nella vostra casa?
Il libro è sul comodino in camera da letto. È quel piccolo pezzo in più di puzzle che unisce tanti altri piccoli pezzi di una vita insieme.
 

Vuoi più informazioni sui nostri libri su misura per adulti o vuoi ordinare subito il tuo? Clicca qui

*l'opera d'arte ispirata al racconto è di Debora Antonello (www.deboraantonello.com).

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Letture sull'amaca

I nostri consigli di lettura per l'estate

Immagina di essere in campeggio al mare con i tuoi genitori. Immagina di essere su una bellissima amaca rossa dopo una mattinata di tuffi e giochi in spiaggia.

Cosa ti manca? Un bel libro, vero?

Non preoccuparti, ci abbiamo pensato noi di Storie Cucite!

Leggi i nostri consigli per la tua estate.


 

CI SONO TOMMASO E LE SUE INVENZIONI CHE TI ASPETTANO!

 
Sì, proprio lui, Tommaso. La scuola è finita da un pezzo, ma lui è ancora lì  a inventare con le sue formule matematiche, i righelli, le matite colorate.

D’altronde la creatività non va in vacanza  e anche in estate ha bisogno di esprimersi in libertà.

Steso comodo comodo sulla tua amaca, leggi la sua avventura e prova ad aiutarlo.

Poi armati di matite colorate, lapis e tanta fantasia, perché in fondo al libro troverai uno spazio tutto per te per inventare la tua casa per il tuo animale preferito!

Tommaso, il protagonista de L’invenzione che ho inventato ti aspetta qui!

 

TUFFATI NELLA PISCINA FAGIOLO INSIEME AD ALEXANDER! 


C’è un altro amico che ti aspetta sulla tua comoda amaca. Sai chi è? Alexander, per gli amici Yxxy (ah a proposito, si legge ICSI)!

Per lui le vacanze stanno per iniziare, prima però c’è una strepitosa festa a casa dei nonni di Matteo ad aspettarlo e una piccola imprevista scoperta.

Non ti sveliamo di più. Ricordati solo di portare il costume da bagno e allenarti per essere pronto a divertirti con il PALCIO.

Cos’è il palcio?

Scoprilo insieme a Yxxy, il protagonista di Yxxy Il segreto non segreto. Lui ti aspetta qui!
 

Se poi sei curioso di sapere com’è andato il suo primo giorno di scuola, leggi la sua prima avventura Yxxy Un giorno speciale. Ti aspetta qui!

 

SVOLAZZA CON LA VESPA TÉ-RESA!

 

Cosa dici? Le vespe non ti piacciono e ti fanno anche un po’ paura? Perché non hai mai incontrato la nostra simpatica e modaiola Vespa Tè-resa, che ha farfalle per parrucchiere ed è così energica da tenere testa a un fastidioso vespone.

Scopri le sue avventure  bizzarre e prova anche tu a comporre un testo con i giochi linguistici della collana I logrogrifi. Vespa Té-resa ti aspetta qui!

 

RINFRESCATI NELLA NEVE


Con il caldo afoso delle prime ore del pomeriggio estivo non c’è niente di meglio di un poco di neve.

Sì, proprio così…neve. Dove trovarla?

Facilissimo. Due piccole amiche volpi ti aspettano per giocare e rotolarsi  insieme nel bosco innevato. Proprio qui.


Fresco, divertimento ed emozioni assicurati!
 

Allora sei pronto a fare un tuffo nella fantasia con Storie Cucite?

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Storie Cucite al Salento Book Festival!

Lunedì 25 giugno con due appuntamenti

Chi l'avrebbe mai detto che dopo quasi due anni saremmo riuscite a portare la nostra giovanissima avventura editoriale nella nostra terra: il Salento.

Eppure con grande gioia ed emozione ce l'abbiamo fatta!


Questo lunedì saremo a Nardò in Piazza Salandra per leggere e giocare con i nostri piccoli lettori insieme a Alice Montagnini e Rebecca Serchi, autrici de L'invenzione che ho inventato e per parlare di editoria accessibile, dei nostri inbook. 

Ma andiamo con ordine. 




IL SALENTO BOOK FESTIVAL. La Festa dei Libri, la Movida dei Lettori
 

Un mese e mezzo, 60 appuntamenti, oltre 70 tra scrittori, autori ed artisti, e cinque comuni coinvolti. Il Salento Book, Festival Nazionale del Libro è alla sua ottava edizione ed è ormai diventato un appuntamento attesissimo dell'estate salentino. Quest'anno si allarga ad altri due centri del Salento, Galatina e Galatone, che si aggiungono ai tre già protagonisti dello scorso anno, Corigliano d’Otranto, Gallipoli e Nardò, tutti in provincia di Lecce.

Ogni anno, la manifestazione, organizzata come sempre dall’associazione culturale Festival Nazionale del Libro, presieduta dall’ideatore e direttore organizzativo della manifestazione, Gianpiero Pisanello, ospita gli scrittori delle più importanti case editrici nazionali, ma anche personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte, della musica, dello sport e della comunicazione.




TUFFARSI IN UN MARE DI STORIE
 

È il tema dell'edizione di quest'anno. E noi idealmente ci tufferemo nell'universo creativo del piccolo Tommaso, protagonista de L'invenzione che ho inventato coinvolgendo i piccoli lettori in una lettura ad alta voce con Alice Montagnini e in un laboratorio creativo con Rebecca Serchi. 

Ci improvviseremo architetti e progetteremo con la tecnica del collage case bizzarre e strampalate, ma comodissime, per altrettanti strampalati animali. Rebecca ha creato per l'occasione carte e pattern speciali con cui i bambini potranno dare libero sfogo alla fantasia. 

La lettura con laboratorio si terrà alle 18,00 in Piazza Salandra a Nardò. 




APPUNTAMENTO CON GLI INBOOK, L'EDITORIA È ACCESSIBILE
 

Alle 20,00 saremo ancora in piazza a Nardò per parlare della nostra esperienza editoriale con gli inbook. Saremo insieme a Elvira Zaccagnino di edizioni la meridiana, Luca Errani di Associazione Arca e Giovanna Rosato, bibliotecaria della Biblioteca di Cavallino, la prima biblioteca che nel Salento sta portando a conclusione il percorso per diventare Biblioteca Inbook. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un maggio ricco di appuntamenti!

Tommaso e il piccolo Yxxy vi aspettano!

Anche a Maggio continuano le letture e i laboratori con gli albi illustrati di Storie Cucite! Per chi si trova a Milano, Sesto Fiorentino e Pieve di Cento ecco dove e quando incontrare noi e le nostre autrici. 

Leggeremo insieme e giocheremo con L'invenzione che ho inventato e con Yxxy Il segreto non segreto, secondo albo illustrato della serie Yxxy. 

 


 

12 e 20 maggio L'Invenzione che ho inventato a Pieve di Cento e a Milano!


Due appuntamenti per l'albo illustrato di Alice Montagnini e Rebecca Serchi con protagonista il piccolo Tommaso e le sue case geniali.
 



 

 

Il 12 maggio  presso Lab63  a Pieve di Cento dalle 15,00 alle 17,00 a grande richiesta torna la lettura con laboratorio de L'invenzione che ho inventato.  Ci saranno l'autrice Alice Montagnini e ovviamente il piccolo Tommaso con le sue invenzioni!

Più informazioni a questo link: www.ferfilo.com/linvenzione-che-ho-inventato

 

Il 20 maggio presso Hug a Milano  dalle 16,30 Tommaso porterà le sue invenzioni a Milano per coinvolgere i bambini in una lettura animata con laboratorio insieme a Patrizia Frassanito, editore di Storie Cucite. 

Pronti a inventare invenzioni???

 


19 maggio Yxxy Il segreto non segreto a Maggio di Libri
 

Il 19 maggio presso LibLab a Sesto Fiorentino dalle 16,30 per la prima volta presenteremo in libreria Yxxy Il segreto non segretola seconda emozionante avventura del piccolo Yxxy!

Saranno presenti Maria Martometti e Silvia Li Puma che racconteranno a operatori scolastici, genitori, bibliotecari cosa sono gli Inbook, libri in simboli che rendono la lettura accessibile a tutti; Marina Michielotto, autrice dei racconti di Yxxy, coinvolgerà i più piccoli in una lettura animata con laboratorio. 

La presentazione è inserita all'interno del cartellone Maggio di Libri organizzato dal Comune di Sesto Fiorentino in collaborazione con libreria, biblioteche, università e altri attori del settore cultura del territorio fiorentino. 

Per informazioni e prenotazioni: www.librerialiblab.it

 

 

Photo Credit: Ashton Bingham

 

 

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Tommaso e le sue invenzioni vi aspettano da Farollo e Falpalà!

Il 21 aprile alle 10,30 lettura con laboratorio de L'invenzione che ho inventato

Non lasciatevi sfuggire l'occasione di leggere la storia del piccolo Tommaso insieme a Alice Montagnini e lasciar andare libera la fantasia ispirati dal kit per inventare invenzioni realizzato da Rebecca Serchi.
 

Un inno alla creatività!

Gli adulti non sempre sanno riconoscere il genio e rispettare la creatività dei propri bambini. Così accade al piccolo Tommaso. 

Inventare la casa perfetta per ognuno non è lavoro da tutti e lui lo sa benissimo! Tommaso è un geniale inventore...ma purtroppo gli adulti non riescono proprio a capirlo.

A scuola, a casa, dalla nonna rieceve soltanto critiche e rimproveri da chi pensa di saperne molto più di lui. Per fortuna la sua amica Clara sa apprezzare la sua creazione e capire la sua grande immaginazione. 

Tommaso è un moderno Piccolo Principe capace di reinterpretare la realtà con gli occhi dell'immaginazione e stupire chi gli vive accanto. 


Se siete curiosi di scoprire l'avventura di Tommaso, venite a trovarci il 21 aprile alle 10,30 da Farollo e Falpalà a Firenze.
Alice Montagnini e Rebecca Serchi, le autrici de L'invenzione che inventato, vi aspettano!

 

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Book Pride 2018. Ci saremo anche noi!

Venite a trovarci dal 23 al 25 marzo a Milano! Stand G16 - Piano 1

Siamo emozionate. Storie Cucite per la prima volta sarà in fiera con uno stand!
Fra una settimana, esattamente dal 23 al 25 marzo parteciperemo al Book Pride, la fiera nazionale per l'editoria indipendente organizzata da ODEI presso BASE a Milano.


 

Il tema scelto quest'anno è TUTTI I VIVENTI: una frase che si guarda intorno a trecentosessanta gradi concentrandosi insieme capillarmente e diffusamente su ogni forma di vita, sia essa osservabile attraverso i criteri della biologia (il vivente è chi nasce, si nutre si sviluppa) oppure attraverso ciò che l’immaginazione narrativa è in grado di generare.

Sono stati individuati poi otto diversi sottotemi per arrivare a proporre un programma che valga davvero come una mappa nella quale individuare e percorrere itinerari differenti. Fra questi, NESSUNO ESCLUSO, tema che ci ha permesso di organizzare un evento tutto dedicato agli INBOOK e al progetto Yxxy, realizzato in collaborazione con la Biblioteca Oltre l'Handicap A.I.A.S. di Bolzano.

 

Libri in simboli per tutti: il modello Inbook
 

Siamo quindi felici di invitarvi SABATO 24 MARZO alle 13,00 presso la Sala Don Chisciotte per l'incontro Libri in simboli per tutti: il modello Inbook  a cui interverranno Antonio Bianchi (CSCA), Silvia D'Ambrosio (Biblioteca Comune di Brugherio - referente Rete Biblioteche Inbook), Silvia Li Puma (consulente pedagogica progetto Yxxy). 

C'è poi un'altra grande sorpresa!

 

Appuntamento con Alice Montagnini e Rebecca Serchi
 

Sempre SABATO 24 MARZO dalle 15 alle 18 presso il nostro stand (G-16 1° Piano) saranno presenti Alice Montagnini e Rebecca Serchi, autrici de L'Invenzione che ho inventato per firmare la vostra copia dell'albo illustrato!

Vi aspettiamo!

 

 

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L'accesso alla “lettura” è un DIRITTO per tutti

I libri di Yxxy non potevano che essere anche degli inbook!

Cosa sarebbe stato Yxxy se non ci fosse stata Maria Martometti? Bibliotecaria della Biblioteca A.I.A.S. Oltre l'Handicap di Bolzano e traduttrice in simboli ha messo a disposizione la sua grande conoscenza della disabilità per coordinare un progetto che lei stessa ha voluto accessibile. 



Qual è stato il ruolo della biblioteca in questo progetto?
La biblioteca Oltre l’handicap dell’AIAS di Bolzano, di cui sono responsabile, è proprio il luogo più adatto per sviluppare progetti come questo. Da diversi anni ormai si occupa, oltre a documentare e promuovere l’informazione sulle disabilità e diversità, anche di ricercare e proporre strumenti e risorse per rendere l’esperienza della lettura possibile e accessibile a TUTTI, operando in sinergia e coinvolgendo professionisti con competenze diverse.

La collaborazione con la psicologa Silvia Li Puma, l’autrice Marina Michielotto e l’illustratrice Licia Zuppardi, ha radici profonde e ben consolidate. Tante sono state negli anni le esperienze vissute insieme in biblioteca!

Questo progetto, nel quale ognuna di loro ha portato la propria esperienza, creatività e competenza è perfettamente in linea con la mission della biblioteca, motivo per cui mi è sembrato da subito importante inserirlo nel programma delle nostre attività, supportarlo, coordinarlo e promuoverlo.

Cosa vi ha spinto a rendere le avventure di Yxxy accessibili?
Mi sono formata diversi anni fa al Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa, presso il Policlinico di Milano, seguendo un percorso che mi ha fatto conoscere la CAA ed i libri in simboli, in particolare il modello inbook. In questi anni, nel mio lavoro di bibliotecaria, ho potuto sperimentare le potenzialità di questi particolari libri, anche insieme a Silvia e Marina, motivo per cui ne promuoviamo l’utilizzo con passione e tenacia.

La lettura ad alta voce di un buon libro illustrato con il testo in simboli, aumenta l’attenzione condivisa e la comprensione in chi ascolta, il quale associa il suono della parola al simbolo che la rappresenta, vedendo inoltre come è scritta. È sicuramente una risorsa preziosa per un bambino con difficoltà, ma anche uno strumento inclusivo che non connota la disabilità di un singolo, potenziando invece le possibilità d’accesso di tutti.

I libri di Yxxy non potevano che essere anche degli inbook!    


Ci spieghi in sintesi perché gli inbook sono importanti e quali sono le sfide che un traduttore da testo alfabetico a testo in simboli si trova ad affrontare?
Avere accesso all’esperienza della “lettura” è un DIRITTO e tutti devono poter trovare libri adatti ai propri bisogni e ai propri interessi. Gli inbook sono una risposta a questa necessità.

Tradurre un testo in simboli è stata ed è ogni volta un’esperienza affascinante ed arricchente per me.

Quando affronto una traduzione devo riflettere, simbolo per simbolo, per scegliere quello che assicurerà la comprensione del significato racchiuso in quella parola. Fortunatamente nessun traduttore è solo in questa avventura! Gli esperti del Centro studi inbook forniscono a tutti le linee guida e gli aggiornamenti frutto di studi e di costanti approfondimenti che rendono questo “modello” dinamico ed in continua evoluzione e supervisionano il nostro lavoro, garantendo uniformità e coerenza nella traduzione.
 

Raccontare la disabilità non è mai semplice. Come avete lavorato per affrontare questo tema con uno sguardo positivo e un approccio a misura di bambino?
È vero, raccontare la disabilità non è semplice, ma forse non è quello che abbiamo voluto fare. Abbiamo, invece, voluto raccontare le persone: le famiglie, i bambini, gli insegnanti, con le loro caratteristiche peculiari, uniche e diverse, che incontriamo tutti i giorni nella nostra vita professionale e personale.

Lo sguardo è quindi quello rivolto alla persona e non alla sua disabilità, a ciò che è come risorsa per tutti e non a quello che le manca. Lo sguardo che spesso ci insegnano proprio i bambini!

La nostra campagna su Eppela continua! Mancano solo 13 giorni. Aiutateci a realizzare il nostro progetto. 

 

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Bruno Munari diceva "Ognuno vede ciò che sa"

Licia Zuppardi racconta la sua avventura con Yxxy, mentre su Eppela continua la campagna di crowdfunding!

Il ruolo dell'illustratrice in un progetto editoriale è fondamentale.

Deve saper cogliere le sfumature, la personalità dei personaggi e restituirla al lettore, arricchita. La sfida in un progetto come Yxxy è ancora più difficile, perché le componenti da tenere in considerazione sono tante.

Abbiamo chiesto a Licia Zuppardi, illustratrice versatile, di raccontarci il suo lavoro.

E lei, con umiltà e sfidando la sua riservatezza, ha contribuito a svelarci di più sulle avventure del piccolo Yxxy.


 

Quali scelte hai operato nel creare le illustrazioni per integrare le due vocazioni dei racconti, quella narrativa e quella pedagogica? C'è stato un confronto con il resto dell'equipe?

Questo progetto è nato dalla sinergia di diverse persone e professioni, ho quindi lavorato in un clima di costante confronto e riflessione cercando di elaborare le immagini in modo che rispondessero ai diversi punti di vista.
Riguardo ai personaggi mi è stata chiesta attenzione nel comunicare le emozioni, cosa che ho cercato di fare con le espressioni facciali e posture del corpo.

Raccontare la disabilità non è mai semplice. Come avete lavorato per affrontare questo tema con uno sguardo positivo e un approccio a misura di bambino?

Bruno Munari diceva: "ognuno vede ciò che sa", mi piacerebbe spiegare con questa semplicità il mio lavoro e quello che leggerete nei testi e nelle immagini del libro.
Ogni nuovo progetto è per me una fonte di entusiasmo e gratitudine, mi sono quindi posta in ascolto delle colleghe cercando di imparare il più possibile da loro - che da molti anni lavorano nel campo della disabilità-. Con le mie competenze ed intuizioni mi sono poi confrontata lungo il percorso. Nella scelta dei colori e della tecnica ho pensato ad uno stile che potesse dare l'idea di un ambiente rassicurante e accogliente che mettesse il lettore a suo agio.

Vuoi contribuire alla campagna di crowdfunding per la pubblicazione del secondo albo illustrato della serie Yxxy? 

Sostienici su Eppela!


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Per Yxxy la mia esperienza di insegnante è stata fondamentale

Mentre è ancora attiva la nostra campagna su Eppela, insieme all'autrice Marina Michielotto vi sveliamo altri segreti del progetto Yxxy

Le avventure del piccolo Alexander sono nate da un lungo e intenso lavoro di squadra a cui Marina Michielotto, scrittrice e donna dalla creatività vulcanica, ha contribuito con il suo stile fresco e  divertente. L'abbiamo intervistata per scoprire di più del processo creativo che sta alla base di un progetto complesso come quello di Yxxy. 


Quali scelte di stile e linguistiche hai operato per sviluppare la narrazione mantenendo un equilibrio fra piacevolezza narrativa e obiettivi pedagogici?
Lo stile narrativo usato in Yxxy è nato, come amo ripetere, scalpellando il testo affinché ne rimanesse l’essenziale, una piccola pietra preziosa a cui è stato tolto il sovrappiù. Non è stato semplice, ma avendo molto chiari i contenuti e gli obiettivi, alla fine sono riuscita a ottenere un prodotto piacevole ma non banale. Il tutto grazie anche a suggerimenti, critiche costruttive e consigli del nostro team.

Come si è integrato il tuo lavoro con quello del resto dell'equipe, in particolare con Silvia Li Puma?
Il desiderio e la proposta di Silvia sono stati inizialmente un racconto che parlasse della diversità di genere nell’ambito della disabilità.
Affrontando questa tematica non si poteva tralasciare l’importanza dell’inserimento nella scuola dell’infanzia. Mary Martometti ha quindi subito proposto di diluire i contenuti in più libri al fine di svolgere un lavoro maggiormente curato e approfondito. Con Silvia ci siamo trovate diverse volte e dall’interazione di entrambe e di Mary, si sono sviluppati nuovi contenuti da affrontare. Il dialogo, il rispetto delle opinioni di tutte le componenti del nostro team, hanno fatto nascere Yxxy, ci siamo confrontate, scontrate, chiarite. E’ stato un bel percorso che penso abbia insegnato a tutte noi cosa sia la vera collaborazione.

Le avventure di Yxxy si svolgono creando continuità fra casa e scuola. Il tuo passato da maestra è stato utile nello sviluppo e nella caratterizzazione dei personaggi?
Nella caratterizzazione dei personaggi fondamentale è stato il mio doppio ruolo di mamma e insegnante; i bambini dentro e fuori dall’ambito scolastico, le loro curiosità, le loro ansie e le loro gioie mi hanno aiutato a inventare e descrivere i vari protagonisti. Non mi stupirei se qualche mio ex alunno potesse riconoscersi nel gioco dell’aereo. Molto importante è stata la” traduzione” disegnata di cui si è occupata Licia Zuppardi che ha dato ad ogni personaggio il giusto volto e fisicità.

Raccontare la disabilità non è mai semplice. Come avete lavorato per affrontare questo tema con uno sguardo positivo e un approccio a misura di bambino?
Essendo un’insegnante specializzata, per molto tempo ho lavorato nell’ambito della disabilità sia come assistente che come maestra di sostegno. Dall’esperienza accumulata in tanti anni, e intendo esperienza emozionale e affettiva, nasce la mia ottica serena e positiva nell’approccio verso la diversità.

Se ti è piaciuta questa intervista e vuoi aiutarci a pubblicare la seconda avventura di Alexader, sostienici su Eppela!

 

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Perché Yxxy?

Come nasce il progetto Yxxy? Ne parliamo con Silvia Li Puma, mentre la nostra campagna su Eppela continua

Dallo scorso maggio, da quando è uscito il primo albo illustrato della serie Yxxy, la domanda è diventata un leitmotif: Perché Yxxy? Da dove nasce questo nome?. 
In occasione della uscita imminente del secondo volume e della campagna di crowdfunding che abbiamo attivato su Eppela per aiutarci a pubblicarlo, abbiamo deciso di svelarvi il mistero insieme a Silvia Li Puma, consulente pedagogica del progetto. 



Perché Yxxy?
La scelta del nome “Yxxy” non è casuale, si riferisce ai cromosomi XX e XY e proviene dalla domanda che ci siamo poste all'inizio di questo progetto: "Scegliamo un protagonista maschio o femmina?". 
La riflessione nasce perchè ingenuamente spesso si è portati a pensare alle persone disabili riferendosi prima di tutto proprio alla loro disabilità: in molte patologie sono altri i cromosomi che identificano i bambini, che prima di appartenere al gruppo maschile o femminile appartengono al "gruppo disabili". Ecco così che in modo scherzoso il nome Yxxy fa riferimento ai cromosomi che fin da subito, fin dalla nascita, identificano un essere vivente. 
Però, nonostante abbiamo scelto di chiamare il nostro Alexander con un soprannome, mi sta a cuore ricordare che è importante chiamare i bambini con il proprio nome, e che sono gli stessi bambini a pretenderlo come esigenza di conferma e affermazione della propria identità. 

Da dove nasce l'idea del personaggio Yxxy e dei racconti di cui è protagonista?
L'idea di avere un libro per bambini con un protagonista che avesse le caratteristiche di Alexander, soprannominato Yxxy, proviene per me da molto lontano: da un'esperienza clinica, avuta diversi anni fa, con una famiglia con un bambino disabile che rifiutava ogni libro perchè nessun personaggio era come lui. Un rifiuto che nasceva dalla frustrazione di non sentirsi mai raccontato, mai rappresentato
Questa idea è stata accantonata fino a quando ho conosciuto la biblioteca Aias di Bolzano e con lei l'équipe di questo progetto. Solo mettendo insieme tutte le professioniste coinvolte il personaggio, Yxxy, è nato e ha iniziato pian piano a crescere, amato e curato da ognuna di noi. 
Alexander, la sua famiglia, le sue maestre e i suoi amici, rappresentano un po' tutte noi e nascono dai nostri vissuti di bambino, di mamma, di educatore. 
Adesso, libro in mano, la mia idea è quella di utilizzarlo in ambito clinico e di formazione come strumento diagnostico.

Qual è stato il tuo ruolo nel progetto e quale valore aggiunto ha portato?
Nel mio ruolo di consulente pedagogica ho accompagnato la scrittrice e l'illustratrice nelle loro scelte, cercando di condividere il mio pensiero psico-pedagogico: in particolare ho proposto che tutto il progetto seguisse come filo conduttore il tema dello sviluppo dell'identità partendo da esperienze semplici e quotidiane.  Nello specifico ho individuato per entrambi i libri la tematica di sottofondo che per il primo testo è stata l'elaborazione del distacco emotivo, mentre per il secondo la scoperta dell'Altro come altro da Sè, e intorno alla quale la scrittrice ha elaborato un racconto fatto di realtà e fantasia. 
Il mio valore aggiunto penso che stia nel lavoro svolto insieme a Maria Martometti: una serie di contributi teorici rivolti agli adulti, che nascono dall'integrazione della mia preparazione clinica e dell'esperienza e delle conoscenze di Maria, e che vogliono essere spunti riflessivi per genitori, insegnanti, operatori, ecc.

Raccontare la disabilità non è mai semplice. Come avete lavorato per affrontare questo tema con uno sguardo positivo e un approccio a misura di bambino?
Visibilità è per me il concetto-chiave per raccontare la disabilità in modo semplice ma non banale.  Il punto di partenza è il gioco e il giocare,  perchè come ci insegna Carlo Riva "E il gioco spesso sai cosa fa? La guarda in viso la diversità. L'avvicina per abbracciarla, sentirla, toccarla, amarla."

Volevamo mostrare che la disabilità esiste in tante sue sfaccettature e che non è un dispiacere osservare, guardare, fissare una carrozzina, ma può essere anche una risorsa, un piacere....il piacere di scoprire la diversità. E allo stesso modo, è il piacere che può provare un ragazzino disabile a vedersi uguale a qualcun altro e non sentirsi più così diverso. 

In questo lavoro non ci siamo focalizzate sulla disabilità del bambino, l'abbiamo mostrata, non l'abbiamo nascosta, l'abbiamo resa visibile attraverso il racconto di storie comuni a tutti i bambini, disabili e non.
 

Vuoi aiutarci a pubblicare la seconda avventura del piccolo Yxxy? Sostieni la nostra campagna!

 

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Su Eppela la nostra campagna di crowdfunding

30 giorni per aiutarci a pubblicare il secondo volume di Yxxy

Avete avuto modo di sfogliare e apprezzare il primo albo illustrato con protagonista il piccolo Alexander, detto Yxxy? Siete alla ricerca di Inbook da leggere insieme al vostro bambino o ai vostri piccoli allievi? Siete fortemente convinti della necessità di rendere disponibile sempre di più sul mercato editoriale uno strumento inclusivo come gli Inbook? 

Se avete risposto in modo affermativo ad almeno una di queste domande, allora siete le persone di cui abbiamo bisogno!

La seconda avventura del piccolo Yxxy è quasi pronta, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter concludere il progetto. Per questo abbiamo attivato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela. La somma raccolta servirà a coprire i costi di produzione e di stampa del nuovo albo illustrato che sarà sempre disponibile in doppia edizione: alfabetica e inbook. 

Curiosi di sapere cosa succederà nella nuova avventura di Yxxy? Alexander parteciperà alla festa di fine anno a casa dei nonni del suo compagno di classe, Matteo, che contemporaneamente festeggerà anche il suo compleanno.

Fra tuffi in piscina, giochi e partite a palcio (un gioco inclusivo di cui nel libro troverete le regole) il nostro piccolo farà una scoperta importantissima per il suo percorso di crescita. Curiosi di sapere quale? 

Sostieneteci su Eppela: https://www.eppela.com/yxxy

Grazie,

Luisa e Patrizia

 

PS: Un sentito grazie a Caterina Dal Molin per l'aiuto nella realizzazione del video della campagna!!

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Siena e Pieve di Cento

Le prossime presentazioni di Storie Cucite

Due nuove appuntamenti, due nuove occasioni per conoscere le nostre autrici e gli albi illustrati che hanno realizzato. 



 

Il primo dei due incontri sarà il 17 febbraio alle 16,00 presso la bellissima Libreria Volta La Carta a Siena.



Presenteremo Yxxy Un giorno speciale insieme alle autrici Silvia Li Puma e Marinella Michielotto 
Le autrici coinvolgeranno i bambini e gli adulti presenti in una lettura interattiva, entreranno  nel mondo  del piccolo Yxxy e di tutti gli altri protagonisti del racconto.

Yxxy Un giorno speciale è un albo illustrato che affronta temi importanti come l'inclusione, la relazione   fra pari, il   distacco dalla famiglia attraverso il racconto del primo giorno di scuola dell'infanzia di Alexander, detto Yxxy,   bambino con disabilità motoria che affonta la vita con curiosità ed entusiasmo. 
Alexander conoscerà nuovi amici, incontrerà le maestre e per la prima volta si separerà dai suoi genitori. 

Il racconto è concepito per essere realizzato in versione alfabetica e in versione Inbook, con il testo completamente   espresso in simboli di Comunicazione Aumentativa, secondo il modello del Centro studi Inbook. 

Per info: info@voltalacartasiena.it / 0577.532932


 

Il secondo appuntamento si terrà il 24 febbraio dalle 15 alle 17  presso l'Associazione Ferfilò a Pieve di Cento
 

 


Presenteremo L'invenzione che inventato insieme all'autrice Alice Montagnini.

Alice coinvolgerà i bambini in una lettura ad alta voce, seguita da un piccolo gioco e da una laboratorio artistico.  


L'invenzione che ho inventato racconta di Tommaso e della sua geniale invenzione, incompresa da adulti distratti e frettolosi. Per   fortuna la sua amica Clara, saprà fargli ritrovare fiducia ed  entusiasmo.


Vincitore del primo premio (sezione studenti) al quattordicesimo concorso per l'albo illustrato inedito Città di Schwanenstadt/ Sulle ali   delle farfalle e dei cigni.


Per info: info@ferfilo.com
327 0467200 – attivo SOLO lun, merc e ven dalle 15 alle 19


 

 

 

 

 

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La mia invenzione più geniale? Un cappello a tre braccia!

Come Tommaso sono una creativa, ma per fortuna gli adulti mi hanno spronata

La creatività è un dono da proteggere e alimentare. Rebecca Serchi, illustratrice de L'invenzione che ho inventato, condivide con il piccolo protagonista questo dono, ma a differenza di Tommaso ha avuto intorno adulti che hanno saputo spronarla sino a permetterle di trasformare una passione in professione. 



Noi di Storie Cucite ci siamo innamorate del suo stile sognante e romantico, tanto da sceglierla anche come una delle illustratrice di riferimento per i nostri libri su misura per bambini.
In questa intervista vi raccontiamo dell'albo illustrato L'invenzione che ho inventato, di cui è autrice insieme ad Alice Montagnini. 

 

Rebecca, com'è nato L'invenzione che ho inventato?
A fine marzo del 2016 mi è arrivata una mail da una ragazza che non conoscevo e mi chiedeva di collaborare per partecipare a un concorso internazionale per l’albo illustrato organizzato dalla città di Schwanenstadt in Austria. La mia insegnante mi aveva già segnalato questo concorso ed ero indecisa se partecipare o meno perché richiedevano un progetto completo composto da testo e illustrazioni, ma quando mi ha scritto Alice mi è sembrato un segno del destino che non potevo proprio lasciarmi scappare...

Quali sono le circostanze che vi hanno fatto incontrare?
Alice ha scoperto le mie illustrazioni su Instagram e da lì è seguita la mail di cui parlavo prima. Ho accettato la collaborazione e abbiamo iniziato a lavorarci fin da subito perché non avevamo molto tempo a disposizione, il concorso scadeva a metà giugno!

Ci racconti come avete impostato la vostra collaborazione?
Devo dire che la cosa bella è che siamo entrate fin da subito in sintonia, pur non conoscendoci, e questo ci ha aiutato a dare vita a un bel progetto. Volevamo creare un’armonia tra il testo e le illustrazioni e ci siamo riuscite. Alice mi ha inviato il testo e ho realizzato uno storyboard. Ci siamo confrontate per telefono o tramite mail e poi sono passata ai colori. A giugno ci siamo incontrate per la prima volta a Bologna e abbiamo definito gli ultimi dettagli necessari a realizzare il prototipo da spedire in Austria.

Cosa ti ha colpita della storia di Tommaso tanto da convincerti a illustrarla?
La maggior parte dei bambini non sono più abituati a giocare con la fantasia e inventare, perché distratti da tante cose che di creativo hanno ben poco come tablet, telefonini e quant’altro. Però penso che quella capacità di sorprendersi e inventare sia ancora presente in loro. E’ per questo che leggendo la storia di Tommaso ho pensato che potesse essere uno spunto di riflessione per gli adulti troppo spesso distratti e uno stimolo per i bambini a inventare, sporcarsi le mani e creare.

Quali tecniche hai scelto?
Ho realizzato le illustrazioni con il collage e la monotipia che è una tecnica di stampa a cui mi sono avvicinata negli ultimi anni. I colori calcografici vengono stesi su una superficie e trasferiti su carta grazie alla pressione delle mani (o del torchio) oppure direttamente sul foglio grazie a dei rulli. Inoltre la monotipia permette di creare textures molto particolari usando i materiali più diversi e il risultato finale è bellissimo; poi taglio, incollo e il gioco è fatto!

Ti riconosci in Tommaso? 
Sì, nella creatività. Fin da piccola ho passato giornate intere a creare e disegnare. Però, a differenza di Tommaso, non ho avuto adulti distratti intorno a me, anzi hanno sempre assecondato questa mia creatività lasciandomi libera di esprimerla.

Qual è la tua invenzione più geniale e...più incompresa?
La mia invenzione più geniale è il cappello a tre braccia. Lo indossi e ti permette di catturare le idee, perché quando le idee arrivano, arrivano e devi essere pronto a “fermarle” subito su carta.

Le tre braccia (ma potrebbero essere molte di più a seconda delle esigenze) escono dalla parte superiore e sono abbastanza lunghe da avere una buona libertà di movimento sul foglio. In questo modo puoi lavorare, cucinare, bere il tè, leggere o guardare la tv e quando l’idea arriva….tac! Il super cappello entra in azione! Geniale, no?

Al momento ho realizzato una bozza che le persone non riescono a capire ma l’ho fatta vedere a Tommaso e pare che sia realizzabile, devo solo perfezionarla…si sa, tra creativi ci s’intende!

Ti è piaciuta l'intervista a Rebecca Serchi e se curiosa di scoprire l'avventura di Tommaso? Puoi acquistare il libro qui!

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Un'ode alla lentezza

La nostra intervista a Alice Montagnini, autrice de L'Invenzione che ho inventato

Ogni bel libro nasce da una bella collaborazione. Il merito di un editore, come è accaduto per la nostra ultima uscita L'invenzione che inventato, è saper riconoscere la forza di una storia, ma anche di un'intesa creativa profonda e produttiva che s'instaura fra due professioniste che sanno parlare la stessa lingua.


A noi di Storie Cucite la storia di Tommaso è piaciuta sin dalle prime tavole scovate sul sito dell'illustratrice Rebecca Serchi e ci ha entusiasmate per la sua freschezza, leggerezza, ma anche capacità di far riflettere. Vogliamo raccontarvi il percorso di questo libro, dall'idea sino allo sbarco in libreria. Per questo abbiamo intervistato Alice Montagnini, autrice de L'Invenzione che ho inventato. 


Alice, com'è nato L'Invenzione che ho inventato?
L’Invenzione che ho inventato è nato da una mia idea, volevo partecipare al concorso internazionale per l’albo illustrato inedito indetto dalla citta' di Schwanenstadt, in Austria. In quel periodo stavo frequentando la scuola di scrittura Bottega Finzioni e all’interno di uno dei corsi ci è stata proposta questa opportunità. Il tema del concorso era “Io vedo quello che tu non vedi” e da lì ho iniziato a lavorarci.

Cosa ti ha spinto a scrivere la storia di Tommaso?
La partecipazione al concorso è stata il primo input. Quando mi sono messa a scrivere però avevo chiaro un obiettivo: volevo che il bambino al quale veniva letta la storia si divertisse e volevo provocare invece una reazione nell’adulto lettore. Volevo ottenere due piani di lettura. - Nell'albo si parla di creatività, di fantasia mettendo in opposizione lo sguardo bambino e quello adulto sulla realtà.

Quali sono le circostanze che ti hanno fatto incontrare Rebecca Serchi, illustratrice de L'invenzione che ho inventato?
Una volta finito il lavoro di scrittura serviva qualcuno che si occupasse delle illustrazioni, così mi sono messa alla ricerca utilizzando il mio social network preferito, Instagram. È così che ho trovato Rebecca! Le sue illustrazioni mi hanno colpito subito e l’ho contattata, da lì è iniziata la nostra avventura.

Come avete impostato la vostra collaborazione?
Da subito ci siamo dette che il testo e le illustrazioni dovevano fondersi perfettamente e che avevano lo stesso peso. Una volta consegnato il testo Rebecca ha lavorato in autonomia, ci sentivamo via mail o telefono. Quando ha ultimato la versione a matita ci siamo finalmente incontrate di persona a Bologna e abbiamo ragionato sui dettagli, limato il testo laddove poteva essere sostituito dall’immagine e deciso la posizione nelle tavole. Un altro incontro a Firenze e poi siamo passate all’invio del materiale in Austria.

Qual è la tua invenzione più geniale e...più incompresa?
La mia è sicuramente l’ombrello che si chiude al contrario rispetto a come si chiudono gli ombrelli che tutti usiamo, così rimane fuori la parte asciutta e non si bagna dappertutto. Io odio quando l’ombrello e la pioggia mi gocciola nella manica, nelle scarpe o sul pavimento. Poi ripieghi il manico in un modo che devo ancora inventare. Quando lo spiego la gente rimane sempre esterrefatta, forse ci sarebbe bisogno di un disegno, per questo dobbiamo parlare con Rebecca.

Credi che gli adulti siano così disincantati come li racconti? 
Non credo…o almeno lo spero! Altrimenti saremmo spacciati! La mia è una grande provocazione, un’ode alla lentezza e ai “tempi bambini”. Gli adulti corrono, il mondo corre. Volevo sottolineare l’importanza di fermarsi e ascoltare. Lo si dovrebbe fare nei confronti di tutti, non solo dei bambini. Ai bambini però dobbiamo qualcosa in più, a loro spetta una parte del nostro tempo, dobbiamo credere in loro, ascoltarli e supportarli. Altrimenti mettiamo a rischio il futuro del mondo. E poi chi l’ha detto che le grandi invenzioni le fanno solo gli adulti?

 

Se ti è piaciuta questa intervista e vuoi scoprire l'avventura di Tommaso, acquista il libro qui

 

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I prossimi appuntamenti in libreria!

Le prossime date dei laboratori di Storie Cucite

Se volete incontrare i nostri autori, conoscere i nostri libri e scambiare due chiacchiere con me e con Patrizia, ecco le prossime date dei nostri laboratori:

 

Sabato 11 novembre - ore 16.00
presso Farollo e Falpalà in via del Pollaiolo, 66 a Firenze

“YXXY – Un giorno speciale”

 

La splendida libreria fiorentina ci ospiterà per un incontro sugli inbook con l'autrice Marina Michielotto e la  bibliotecaria e  traduttrice in simboli Maria Martometti. 

 

L'incontro prevede due momenti diversi, uno dedicato ai bambini con la lettura interattiva, l'altro dedicato  agli adulti con un   approfondimento sull'utilità e l'uso degli inbook. 

 

Se vuoi sapere di più sul nostro primo inbook scritto da Marinella Michielotto e illustrato da Licia  Zuppardi clicca qui.

 

Se invece vuoi leggere l'articolo dedicato all'evento sul sito di Farollo e Falpalà clicca qui.

 

Per informazioni puoi scrivere a info@storiecucite.it o contattare direttamente la libreria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 25 novembre, ore 17.00
presso Libreria dei Ragazzi di Brescia in via San Bartolomeo, 15/A

Nella Neve

 

Aspettando il Natale leggeremo insieme Nella Neve per poi ricreare l'ambiente innevato in cui vivono le due volpine protagoniste dell'albo illustrato.

 

Se vuoi scoprire di più del nostro albo illustrato scritto da Luisa Carretti e illustrato da    Barbara Lachi clicca qui

 

Se vuoi conoscere il programma della libreria in cui si svolgerà l'evento clicca qui. 

 

Per informazioni scrivici a info@storiecucite.it oppure contatta direttamente la libreria.

 


 

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Eccoci di nuovo!

Settembre un mese ricco di novità, ed è solo l'inizio...

Cari amici,
eccoci pronte a ripartire dopo la pausa estiva.

Qualcuno di voi ha continuato a seguirci anche al mare fra un tuffo e una chiacchierata con il vicino di ombrellone, qualcuno ci ha scoperte durante le vacanze (magari proprio grazie alle chiacchiere con il vicino di ombrellone), altri di voi si sono divertiti leggendo le nostre storie insieme ai loro bambini (è quello che vogliamo!) o commentato un  post o ancora lasciato un like. 

Qualunque cosa abbiate fatto GRAZIE!

Nel frattempo, anche in costume e infradito e davanti ad una montagna di gelato (rigorosamente nocciola e cioccolato per Luisa, yogurt e nocciola per Patrizia), noi abbiamo continuato a pensare ai nostri piccoli lettori cucendo nuove imperdibili avventure.

E siamo arrivate a Settembre che promettiamo non sarà solo il mese in cui inizia la scuola (su, su niente tristezza, continuate a sorridere), ma l’inizio di un autunno ricco di novità. Siete curiosi? A breve inaugureremo la nostra newsletter. Iscrivetevi per avere tutte le informazioni sui nostri prossimi incontri in libreria, le nostre novità editoriali che speriamo amerete tanto quanto le abbiamo amate noi. 

Luisa e Patrizia

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Alla ricerca di Yxxy

La mappa delle librerie dove trovare il nostro ultimo titolo

Stai pensando di portare in valigia una lettura divertente, accessibile da poter fare insieme al tuo bambino? All'interno del nostro store puoi trovare Yxxy. Un giorno Speciale oppure se vuoi puoi andare in una delle librerie per bambini e ragazzi con cui abbiamo contatti diretti.
 

Al Nord

Libreria piccoloblu - Viale Rialto, 47 Rovereto

La Libreria dei Ragazzi, - Via Alessandro Tadino, 53 Milano

La Libreria dei Ragazzi - Via San Bartolomeo, 15/A Brescia

Open - Viale Monte Nero, 6  Milano

 

Al Centro

Libreria Volta La Carta  - via Massetana  Romana, 14/16  Siena

Liblab - via Gramsci 285/289 Sesto Fiorentino

 

Online

Ci trovi su Amazon, Libreria Universitaria, Ibs, La Feltrinelli.

 

La distribuzione

Siamo distribuite da Directbook che già ci ha portate in alcune librerie. Presto ci troverai in tutta Italia, da Palermo sino ad Asti! Intanto vai in libreria e chiedi, chiedi, chiedi!

 

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Yxxy. Un progetto speciale!

Presentazione il 9 giugno presso Open a Milano

Siamo fiere di annunciare che il nostro terzo titolo è disponibile! Si tratta di Yxxy. Un giorno speciale, un libro illustrato concepito per essere Inbook con testo integralmente espresso in simboli, secondo il modello definito dal Centro studi Inbook di Milano (CSCA) a cui si affianca una edizione in versione alfabetica. Un progetto inclusivo per facilitare l'accesso all'ascolto e alla lettura di tutti i bambini, nato dal lavoro di un team di professioniste coordinate dalla Biblioteca Aias di Bolzano e realizzato grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano. 
 

La storia

Alexander, detto Yxxy (si legge icsi!), è un bambino con disabilità che si prepara ad affrontare il suo primo giorno di scuola. E’ preoccupato perché per la prima volta dovrà stare senza la sua mamma, ma allo stesso tempo è emozionato e curioso di scoprire cosa lo aspetta e di avere degli amici.
Lara e Fabio, i suoi genitori, vivono questo evento con lo stesso coinvolgimento emotivo del loro bambino. Intorno a loro altri personaggi come le maestre e i compagni di scuola sapranno tranquillizzare la famiglia e accompagnarla in questa nuova fase della loro vita. 


Le scelte narrative

La storia è pensata per avere un tono piacevole e scanzonato che nasce da un lungo lavoro di squadra in cui ogni parola, ogni illustrazione sono state scelte e calibrate dall’ autrice (Marinella Michielotto), l’illustratrice (Licia Zuppardi), la consulente pedagogica (Silvia Li Puma) e la traduttrice in simboli, bibliotecaria e coordinatrice del gruppo (Maria Martometti). 


La doppia vocazione di Yxxy

Il risultato è un libro per bambini dai tre anni in su capace di armonizzare vocazione narrativa a vocazione pedagogica. Entrambe le versioni, Inbook e alfabetica, vogliono essere uno stimolo per una riflessione dal punto di vista educativo, fornendo uno strumento utile a genitori, insegnanti, educatori, psicologi, operatori sociali e altri soggetti che si occupano di disabilità nell’infanzia, che tocca il tema del distacco dall’ambiente familiare e del conseguente sviluppo dell’identità personale come percorso di crescita di un bambino con bisogni speciali.

Cosa è un Inbook? clicca qui

Vuoi scoprire di più su Yxxy. Un giorno specialeVieni il 9 giugno alle 18 presso Open Milano! 


Interverranno 


Maria Martometti, bibliotecaria della biblioteca AIAS Bolzano e traduttrice del testo in simboli
Antonio Bianchi, Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa Fondazione IRCCS Policlinico Milano
"il modello inbook. Perché siamo arrivati qui, le sfide aperte"
Laura Bernasconi, supervisione testo in simboli, CSCA - Fondazione IRCCS Policlinico di Milano
Silvia Li Puma, psicoterapeuta e consulente pedagogica
Marinella Michielotto, autrice
Silvia D'Ambrosio, bibliotecaria biblioteca civica di Brugherio, referente rete biblioteche in-book

Più informazioni qui

 

 

 

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Il cavallo bianco e un ricordo da custodire per sempre

L'idea di Storie Cucite è nata un giorno d'estate in cui mia figlia realizzò il suo sogno

Ci sono esperienze indimenticabili, magiche che ogni bambino vive trascinando in questa magia i propri genitori. Momenti preziosi, che noi adulti dobbiamo saper riconoscere e gustare, per poi ricordarli e condividerli, quando una volta cresciuti i nostri figli ci chiederanno di raccontare. E’ stato grazie ad una di queste esperienze, vissuta da mia figlia, che ha iniziato a prendere forma l’idea del nostro libro su misura, l’idea di Storie Cucite.


Lallo! Lallo!

Una delle sue prime parole è stata cavallo. Lo diceva alla senese “lallo”, ma non ne aveva mai toccato né visto uno, a parte quelli racchiusi in un libro tattile con gli inserti in pelo. Mai avremmo immaginato quanto per lei questo animale fosse importante. Lo abbiamo scoperto un giorno d’estate. Mia figlia aveva tre anni e in macchina, sulla strada verso il mare continuava a ripetere “lallo, lallo, lallo!”. Potevamo ignorare?


La prima volta su un cavallo

Iniziando a scorgere una staccionata, si fece seria, concentrata, gli occhi si spalancarono voraci e ammutolì. Si avvicinò alle stalle come ipnotizzata, ignorando chiunque le rivolgesse parola. Guardava i cavalli, allungava la piccola mano paffuta per accarezzarne il muso. E loro la lasciavano fare, intuendo l’emozione profonda di quella bimba riccioluta alta meno di un metro.


Amore a prima vista

La gioia fu immensa quando il gestore del maneggio le propose di salire su un cavallo. Non un pony, no. Un vero cavallo, alto, bianco identico a quello delle favole. Annuì, in economia di movimenti e parole. Suo cugino, più grande, l’avrebbe accompagnata. Due braccia forti la sollevarono per posarla delicatamente sulla sella. Lei afferrò le redini concentrata e in apnea per non rompere l’incantesimo di quel momento. Per pochi istanti si lasciò portare dal cavallo. Doveva sembrarle un gigante.


Unico, originale, prezioso

Restammo in silenzio ad osservare. Sapevo che quell’esperienza sarebbe rimasta impressa nella nostra memoria per lungo tempo e che avrebbe fatto parte di quel tesoro di ricordi da condividere e raccontare a lei  quando sarebbe diventata più grande.
Volevo che quel momento speciale potesse trasferirsi su carta e trasformarsi in un’avventura dal sapore allo stesso tempo intimo e universale. Immaginavo un salone, una vecchia valigia e dentro fra i ricordi di famiglia più cari il nostro libro su misura, il libro su misura di Storie Cucite. Per mia figlia e per tutti i bimbi, eroi quotidiani di piccole mirabolanti avventure

di Luisa Carretti 

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Come realizziamo un nostro Libro su Misura

Un percorso emozionante da vivere insieme

Ti è capitato di assistere ad una grande scoperta del tuo bambino e aver pensato "vorrei fotografare questo momento e regalarglielo come il più prezioso dei ricordi"? A noi, Luisa e Patrizia, mamme in totale di 3 splendide bambine, tantissime volte. Da questo desiderio nasce la nostra idea.

Come realizziamo un libro su misura per bambini
Il nostro Libro su Misura è molto di più di una semplice cronaca di un evento. L'idea di base è quella di cucire il ricordo parlando la stessa lingua dei bambini: quella dell'immaginazione. Per questo Luisa, autrice delle storie, dopo aver raccolto il racconto dell'esperienza del tuo bambino ne seleziona gli elementi chiave:  i luoghi, i protagonisti, gli oggetti e i piccoli dettagli che lo hanno sorpreso o lo hanno impressionato. 
Ma non basta, perché per immaginare un'avventura in cui il tuo bambino potrà riconoscersi,  sarà necessario conoscere i suoi gusti, le sue abitudini, le sue lettura, i suoi giocattoli e divertimenti preferiti. Qualsiasi curiosità sarà utile per farlo diventare il protagonista di una storia che lui sentirà cucita addosso!

E l'illustratrice?
Utilizzerà le stesse informazioni e le immagini che le fornirai per lavorare in tandem con Luisa e realizzare illustrazioni a tecnica mista veramente uniche.

Il nostro formato
Abbiamo studiato un bel po' insieme all'illustratrice e designer Barbara Lachi per scegliere il formato giusto per il tuo bambino, convinte che avrebbe dovuto stupirlo, incuriosirlo, coinvolgerlo. Volevamo inoltre che le carte avessero un effetto tattile interessante per le sue mani sempre pronte a scoprire. Per questo abbiamo inserito delle piegature, che rendono la lettura interattiva, e abbiamo utilizzate solo carte pregiate, preziose come il ricordo che racchiudono. 

Ci sono altre piccole sorprese che lo aspettano e che ti lasceremo scoprire se vorrai regalare a tuo figlio il suo libro su misura!

Per cominciare a intuirle, sfoglia la breve fotogallery del primo libro su misura che abbiamo realizzato. 

E se vuoi saperne di più, contattaci! 

 

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Siamo in libreria!

Ecco dove potete trovarci

Siamo felici di annunciarvi che i nostri libri si trovano anche in libreria! Abbiamo deciso di affiancare la vendita online all'interno del nostro store alla presenza fisica in alcune piccole librerie indipendenti. Volete sapere dove?

Per chi vive a Lecce e provincia Storie Cucite si trova da Librarsi a Monteroni di Lecce in Piazza Falconieri, 2. E' in questa piccola libreria che abbiamo tenuto la prima presentazione di Nella Neve.

Chi invece si trova fra le colline del Chianti fiorentino, può fare un salto alla Libreria La Formicola, a Greve in Chianti in Piazza Giacomo Matteotti, 14.

E sempre in Toscana, ci trovate anche a Siena presso la Libreria Volta La Carta in Via Massetana  Romana, 14/16 e a Sesto Fiorentino presso Liblab in via Gramsci 285/289.

Per chi vive in Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto, ecco dove è arrivata per il momento Storie Cucite:
La libreria dei Ragazzi, Via Tadino, 53 a Milano;
Spazio Open, Viale Montenero, 6 a Milano;
La libreria dei ragazzi, Via San Bartolomeo, 15/A a Brescia;
Libri di Luna in Viale Villoresi, 58 a Nerviano in provincia di Milano;
Il treno di Bogotà Via Martiri della Libertà, 32 a Vittorio Veneto
Libreria piccoloblu in Viale Rialto, 47 a Rovereto;
Libreria  La Seggiolina Blu  in Via Manzoni, 51 a Trento;
 

Arriveremo presto anche in altre regioni d'Italia, ma se intanto avete voglia di leggere i nostri libri, potete acquistarli direttamente dal nostro sito!


 

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Sei tu il nostro prossimo autore

Siamo pronte a valutare il tuo progetto

Autori, illustratori fatevi avanti! Cerchiamo progetti audaci, capaci di andare oltre gli schemi. Se come noi sei convinto che ogni parola sia un un universo sorprendentemente ricco da smontare e rimontare per scoprire le avventure che cela al suo interno, mandaci il tuo progetto, potrebbe rientrare nella collana I Logogrifi inaugurata con Vespa Té-resa. Si tratta di una collana dedicata a filatrocche e racconti illustrati costruiti su giochi linguistici, rivolta a piccoli lettori dai 6 ai 10 anni.

Se inoltre hai nel cassetto un racconto scritto a quattro mani con uno specialista (sociologo, psicologo, nutrizionista...) in cui si affrontano temi legati alla vita in famiglia e alla crescita, non esitare. Potrebbe rientrare nella collana Dritto&Rovescio, sempre rivolta a lettori dai 6 ai 10 anni. 

Se infine sei un designer ed hai immaginato nuovi supporti su cui realizzare le nostre storie, mandaci la tua proposta.

Preferiamo ricevere i manoscritti e idee via email all'indirizzo luisacarretti@storiecucite.it.

Cercheremo di risponderti nel più breve tempo possibile.

 

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Il nostro libro su misura per adulti

Da un'idea alla collaborazione con un'artista...ecco il nostro libro su misura per adulti!

Avevamo in mente un'idea, realizzare un libro su misura per adulti unico nella forma e nel contenuto. Il contenuto è la tua storia o quella del tuo familiare più caro, ma la forma...

Abbiamo pensato a lungo a cosa avremmo voluto proporti e poi l'incontro, quello con l'artista Debora Antonello, che ha dato concretezza a questa idea. Il suo curriculum intenso, ma soprattutto le sue opere ci hanno convinte che avrebbe saputo interpretare perfettamente quello che noi cercavamo. 

La proposta
La proposta non ha tardato ad arrivare: trasformare il libro in un'opera d'arte con la realizzazione di una incisione su legno ispirata alla tua storia con la quale realizzeremo una stampa, utilizzata per creare e stampare la copertina del tuo libro. L'incisione-matrice farà da coperchio di una scatola in legno nella quale poter riporre il tuo libro e da poter utilizzare come scultura o quadro da appendere alla parete. Entusiasmante!

La prova
Abbiamo utilizzato un racconto scritto da Luisa Carretti per la realizzazione di un prototipo. Il risultato è nella foto. E' un esempio della veste che potrà avere il tuo libro su misura, considerando che sia il romanzo sia la matrice saranno realizzati in copia unica e parleranno solo di te, del tuo vissuto.

Il libro
E il libro? Lo scriveremo vivendo insieme un percorso lungo 6 mesi. Fisseremo delle interviste utili all'autrice per raccogliere la tua testimonianza e tu sarai informato sul processo di scrittura. Una volta pronta la stampa definitiva, consegneremo il libro ad una legatrice professionista, che in modo artigianale e con la cura necessaria, si impegnerà a rilegare la tua storia. 

Se ti abbiamo incuriosito, se hai un vissuto interessante o una persona speciale a cui vorresti regalare la sua vita in forma di romanzo contattaci utilizzando il form dalla pagina dedicata al libro su misura per adulti!

 

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Il nostro viaggio

L'avventura di Storie Cucite è iniziata

E' proprio vero che i sogni possono trasformarsi in realtà. Così è successo a noi, Luisa e Patrizia. Soltanto un anno fa la nostra casa editrice era solo un progetto abbozzato su carta. Poi tutto è andato velocissimo: il percorso di formazione con FormaPer alla Camera di Commercio di Milano, i primi prototipi, le prime stampe da sfogliare con gli occhi pieni di soddisfazione. 

Basta poco per capire quando la nuova strada intrapresa è quella che devi percorrere senza più guardarti indietro. Così è per noi. Perché crediamo fortemente in quello che stiamo costruendo, perché amiamo i libri per bambini e, da mamme, rispettiamo profondamente il percorso di scoperta dei nostri piccoli, e da loro sappiamo imparare. 

Storie Cucite nasce per loro, che sanno guardare il mondo con gli occhi dello stupore, e per quegli adulti che non si arrendono a vivere il quotidiano con curiosità e tanta poesia. 

Il nostro viaggio è iniziato e siamo convinte che insieme a voi potremo arrivare molto lontano. 

 

 

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